Archivi tag: giornalismo

Mario Fossati, Fausto Coppi e la vita

Una notte, in treno, Fausto Coppi, tornando dal tour che aveva perso, disse al cronista ragazzino (Mario Fossati): «Caro Mario, ricordati: nella vita tutto si ottiene prima o poi. Ma tardi, male e in parte» C’è tutto Coppi in questa frase, e tutto Fossati, uno straordinario testimone dell’Italia sportiva e non: migliore in assoluto. Restituita con un linguaggio moderno, limpido, perfetto. Fossati non raccontava, fischiava. Era sopravvissuto alla campagna di Russia, per questo al ritorno amò tanto la spensieratezza degli ippodromi e la bellezza dei cavalli.

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , ,

Adesso ridete con me

Quando ho scritto “Il più maldestro dei tiri” non pensavo di avere ragione in così poco tempo: dalla Cina che invade il calcio fino al declino del dieci (da Baggio a Thiago Motta) e del regista (il vuoto dopo Pirlo), passando per la caduta del Berlusconi calcistico che coincide con la sua estinzione politica. E niente, leggendo i giornali rido e tanto perché io quello che scrivono ora – come cronaca – l’ho immaginato nel natale del 2014. Poi è tutto inutile ma ogni tanto da qualche parte bisogna pur dirlo.

Contrassegnato da tag , , , , , , , , ,

Piombo, tenerezza e twitter

10615426_919084074775455_1578272716226146208_nNel dormiveglia del volo, un po’ rincoglionito dalla melatonina, penso a queste sette settimane intense, alla gente che ho conosciuto, e a quello che ho fatto. Temo di avere appena scalfito la buccia della Colombia. In realtà, a pensarci bene, ho visitato due posti in tutto: La Candelaria e il Caguán. Che schifo di viaggiatore. Non ho ammirato l’architettura coloniale di Cartagena. Non sono andato in piroga sull’Orinoco. Non ho raggiunto la Ciudad Perdida, meraviglioso complesso di rovine precolombiane sulla Sierra Nevada de Santa Marta.  Non ho avvistato le balene che da luglio a dicembre figliano nelle acque calde di Buenaventura. Non sono stato a Pasto, dal taita (sciamano) della Valle del Simbundoy, a provare il yagué, la droga degli indiani putumayos dal sapore orribile che ti fa veder chiaro nel passato e nel futuro, ma soprattutto nel presente. Non ho sperimentato l’Espiritu della Manigua, la strana fascinazione con cui la selva del Caquetá intrappola chi arriva e non lo lascia più andare. Non ho scopato le donne di Florencia, che si dice siano le più belle ed erotiche tra le già pur belle ed erotiche colombiane.
Sette buone ragioni per tornare a passare altre sette settimane in questo paese generoso e crudele. E poi l’ha detto anche la cacaomante: tornerai.

E no, Enzo Baldoni non è più tornato in Colombia, ma ci ha lasciato un gran bel libro, che quelli come Christian Rocca e Guia Soncini non saranno mai capaci di scrivere, perché non hanno mai consumato le proprie scarpe, non sono mai stati in pericolo, non si sono mai sporcati di fango e non hanno mai avuto una camicia macchiata.

Contrassegnato da tag , , , ,

Breve manuale di mexican journalism

Il Mexican Journalist deve avere un fallimento alle spalle, o una grossa rinuncia, va bene anche una delusione d’amore (ma senza esagerare) se arriva al giornalismo come massima aspirazione non è uno dei nostri. di solito il mexican journalist è un calciatore fallito, perlopiù, ma vanno bene tutti gli sport di squadra e alcuni che si praticano singolarmente. il mexican journalist (d’ora in poi mj) è sempre un ossimoro quando gli altri lo aspettano lento sarà veloce e viceversa, e anche etc, non cominciamo a stancarci che il lavoro (puah) è lungo.

  Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , ,
Annunci