Archivi tag: Giulio Andreotti

Filippo Ceccarelli: sinfonia e mappa del potere in italia

Dalle strette di mano al cibo, dai complotti alle manie, dal linguaggio alle scarpe, dai fasti alla decadenza, dalle pallottole ai discorsi, dai grandi gesti a quelli piccoli e non trascurabili perché infimi e compiuti da alte cariche dello stato, Filippo Ceccarelli con “Invano” (Feltrinelli) ci regala una vera e propria bibbia dell’antropologia politica italiana, Vaticano compreso. Fatti e osservazioni. In una grande sinfonia di piccoli pezzi che vanno a comporre il grande racconto che connette piazze e corridoi, scranni e poltrone, dagli immobili all’immobilità. Continua a leggere

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I tre giorni del Condor applicati alla cultura italiana

Dice Mario Vargas Llosa che un romanzo, se è un buon romanzo, “ci libera dalla nostra condizione limitata facendoci vivere in modo più ricco e più profondo”, da questo possiamo dedurre come mai siamo così annodati e poveri quando entriamo ma soprattutto quando usciamo da una libreria. Perché a volerne cercare, negli ultimi dieci anni, facciamo quindici ma pure venti, di romanzi italiani capaci di salvarci: diventa dura. Continua a leggere

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Trasmettiamo: Pietro Nenni raccontato da Edmondo Berselli

Poi arriva, inopinata, la complessità. Dopo anni di mamì e mamù da una parte e dall’altra, Pietro Nenni riesce finalmente a mettere il becco nella stanza dei bottoni, e appena ne ha facoltà comincia a premere bottoni uno dopo l’altro, come se non avesse mai desiderato nient’altro nella vita. Confiderà in seguito, per spiegare come la politica fosse più complicata di quanto non avesse immaginato: «Io i bottoni li premevo, ma vacaputàna non succedeva niente». E magari, uscito dalla stanza, gli avevano pure fregato il basco. Continua a leggere

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Il Papa fuma, forse perché è giovane

Lenny Belardo (interpretato da Jude Law) è un Papa con molti dubbi, divenuto Pio XIII varcando il soglio pontificio, tiene una prima omelia, gesticolando come un meridionale, e con molto ritardo sul protocollo, che sembra quella di un Lutero che beve Cherry Coke guardando il disegno di un bambino americano che chiede lumi sulla posizione di Dio, forse non trovandola su Google Maps. Continua a leggere

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Il posto fisso è sacro

L’unica vera utopia italiana è il posto fisso. Condizione trasversale che univa l’Emilia Romagna alla Sicilia prima dell’avvento del leghismo delle partite Iva, e che ora è un desiderio clandestino come un tempo certe perversioni sessuali, per questo viene ripescata da Checco Zalone e Gennaro Nunziante in Quo vado? Parafrasando il filosofo Renzo Arbore: nella vita stai bene fino a quando sei legato alla scrivania di un pubblico ufficio, che dopo lo sdoppiamento dei telecomandi rimane una delle poche certezze del Novecento. Purtroppo è sempre più difficile conservare il posto fisso, come sa Zalone – Luca Medici – tocca lottare contro le riforme che provano a minare la tranquillità dell’uomo medio italiano. Intossicato da un ministro smanioso di lasciare il segno e trasformare in cifre e percentuali il suo attivismo, Continua a leggere

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