Archivi tag: Giulio Andreotti

Hammarcord: Craxi e Fellini, domatori di leoni

I corpi di Federico Fellini e Bettino Craxi si stendono in quell’enorme album Panini che è la memoria italiana. Sezionati e ri-raccontati. Ogni italiano ha i suoi celo, mi manca, i suoi doppioni e la figurina più cara, o quella che, pizzaballescamente, non esce. Da una parte si canta il cinema e dall’altra la politica, perdendosi la lezione di Giulio Andreotti – raccontata da Tatti Sanguineti –: la politica è cinema di secondo livello che si serve del primo. Se mischiassimo le figurine delle due parti, potrebbe venire fuori un Craxi regista con tanto cinema di notte che esce dall’hotel Raphaël, e un Fellini politico che rientra all’alba al Grand Hotel di Rimini dopo aver discusso la finanziaria, o invertire solo le biografie e immaginare Fellini sfollato ai confini della Svizzera che poi vede Mussolini a Piazzale Loreto e Craxi a Rimini ad aspettare il Rex, per poi farsi vitellone e venire a Roma a disegnare e filmare una Italia bugiarda. Continua a leggere

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Filippo Ceccarelli: sinfonia e mappa del potere in italia

Dalle strette di mano al cibo, dai complotti alle manie, dal linguaggio alle scarpe, dai fasti alla decadenza, dalle pallottole ai discorsi, dai grandi gesti a quelli piccoli e non trascurabili perché infimi e compiuti da alte cariche dello stato, Filippo Ceccarelli con “Invano” (Feltrinelli) ci regala una vera e propria bibbia dell’antropologia politica italiana, Vaticano compreso. Fatti e osservazioni. In una grande sinfonia di piccoli pezzi che vanno a comporre il grande racconto che connette piazze e corridoi, scranni e poltrone, dagli immobili all’immobilità. Continua a leggere

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I tre giorni del Condor applicati alla cultura italiana

Dice Mario Vargas Llosa che un romanzo, se è un buon romanzo, “ci libera dalla nostra condizione limitata facendoci vivere in modo più ricco e più profondo”, da questo possiamo dedurre come mai siamo così annodati e poveri quando entriamo ma soprattutto quando usciamo da una libreria. Perché a volerne cercare, negli ultimi dieci anni, facciamo quindici ma pure venti, di romanzi italiani capaci di salvarci: diventa dura. Continua a leggere

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Trasmettiamo: Pietro Nenni raccontato da Edmondo Berselli

Poi arriva, inopinata, la complessità. Dopo anni di mamì e mamù da una parte e dall’altra, Pietro Nenni riesce finalmente a mettere il becco nella stanza dei bottoni, e appena ne ha facoltà comincia a premere bottoni uno dopo l’altro, come se non avesse mai desiderato nient’altro nella vita. Confiderà in seguito, per spiegare come la politica fosse più complicata di quanto non avesse immaginato: «Io i bottoni li premevo, ma vacaputàna non succedeva niente». E magari, uscito dalla stanza, gli avevano pure fregato il basco. Continua a leggere

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Il Papa fuma, forse perché è giovane

Lenny Belardo (interpretato da Jude Law) è un Papa con molti dubbi, divenuto Pio XIII varcando il soglio pontificio, tiene una prima omelia, gesticolando come un meridionale, e con molto ritardo sul protocollo, che sembra quella di un Lutero che beve Cherry Coke guardando il disegno di un bambino americano che chiede lumi sulla posizione di Dio, forse non trovandola su Google Maps. Continua a leggere

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