Archivi tag: Gramsci

Senza Messi(a)

Più del Chinaglia di Rino Gaetano, che non poteva passare al Frosinone, Lionel Messi no, non può passare al Napoli, a meno che non accada una trumpata. Tutti, a cominciare da Diego Maradona fino all’ultimo ragazzino che gioca a pallone, davanti all’indiscrezione che il calciatore argentino non sia disposto al rinnovo, e che nel 2018 lasci il Barcellona: hanno pensato alla storia che si ripeteva, hanno guardato alla possibilità remota e inaspettata che si potesse realizzare l’inatteso risvolto. Ma anche se Messi viene da Rosario – città di utopie e calcio pensato prima ancora che giocato – e a Napoli che manca l’immaginazione alla Kusturica che ebbe Ferlaino e manca il contesto nel quale si muoveva: il grande campionato di calcio italiano (dove c’erano tutti). Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Giuseppe Berto: il mare da dove nascono i miti

berto_magnani-1728x800_cApparteneva a quella cattiva gioventù da cancellare, Giuseppe Berto: volontario in Africa, dimenticato prigioniero militare a Hereford in Texas con Albero Burri, Dante Troisi, Gaetano Tumiati, poi scrittore da bestseller e sceneggiatore. L’Italia usciva dalla guerra e voleva dimenticare, omettere i conti con il passato, perdonare emarginando, senza discutere, non fare passi verso la sua sbagliata coscienza, agì d’istinto, rimosse, disprezzò; la gente come Giuseppe Berto ne fece le spese, e perdemmo tutti. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Sócrates Souza, pediatra

Socrates of BrazilEra uno strano tipo di calciatore, faccia da Cristo allegro del sud, i ricci, la barba nera e folta, era alto (1,93 con un 37 di piede), predicava Gramsci, giocava a calcio in modo elegante e sorrideva triste: Sócrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieria de Oliveira (57 anni). Morto a San Paolo, per una infezione intestinale che si era andata ad aggiungere a un quadro clinico disastrato, conseguenza dell’abuso di alcol. Era uno splendido perdente, capitano di un Brasile meraviglioso (con Junior, Serginho, Zico, Eder, Falcao, Cerezo) che non riuscì a vincere i due mondiali che doveva avere in tasca (1982-1986), e di cui Zico ancora non se ne fa una ragione. “Sócrates Souza, pediatra”, diceva la targhetta di lato all’entrata di casa sua. E lui si è preso cura di molti bambini, tutti quelli che andavano allo stadio. Sì, perché era anche dottore, anzi lo era prima di essere calciatore, poi cantante, pittore, commentatore sportivo per giornali e tv. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , ,