Archivi tag: guerra

La borraccia di Parise e le valigie di Repubblica

Ma dopo che Repubblica ci ha fatto vedere le foto delle valigie di quelli che stavano lasciando l’hotel di Rigopiano, dopo che ci ha fatto sentire la prima chiamata di aiuto, dopo averci fatto vedere il penultimo morto e l’ultimo estratto, che cosa rimane? Forse, attraverso questa somma di inutili dettagli, vuole dirci che non ha uno capace di scrivere un pezzo indimenticabile; per dire, io, di tutto il Vietnam mi ricordo una borraccia bucata da un proiettile: ed era un pezzo di Goffredo Parise.

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Estetica della disperazione

C’è una fatalità generica che conduce tutto nello stesso punto, con gli uomini che muoiono e le cose che restano. E non ci sono casi strani ma pieghe, avidità assortite e tristezze irrimediabili.   In sottofondo notiziari internazionali: «sia fatta la volontà di Dio». Rimane il pianto, unica lingua conosciuta. L’estetica della disperazione conserva la forza della scultura con tutto il suo carico d’incomprensibilità. Ci sono stanze, a volte – persino campi – d’inclemenza, e mai giustizia fino in fondo. Questa, si serve di gente che mangia carne in scatola davanti a brevi crepuscoli,  custodendo tutta vita: misteri banali. Impossibile precisare chi o cosa difendono. Li troverai a fumare davanti alle porte del dolore, senza dubbi sull’esistenza del proprio cuore.

photograph by bettmann-corbis

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Eravamo quasi in cielo

Ho appena finito di scrivere una storia che in primavera andrà a teatro, debutterà a Milano, interpretata da Gianfelice Facchetti e suonata dagli Ottavo Richter. È una storia di calcio e guerra, quella dei Vigili del Fuoco di La Spezia che vinsero il campionato di guerra nel 1943-44. A parlare è Ottavio Barbieri, allenatore di quella squadra che divenne campione, nonostante tutto.

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Aspettando il raggio verde nel tramonto

Dritto di fronte al mare, Paolo Rumiz, dà sempre l’impressione di un ufficiale che guarda davanti a sé per muoversi con un esercito. Lo conosco da anni, maestro di scrittura e di vita, ho fatto qualche viaggio con lui, e ogni volta mi stupisce per come conosce il mondo, e per come prima abbia bisogno di leggerlo. Per me lui è nelle sue bellissime cartine geografiche, che leggendo riscrive, che attraversando nella realtà ridisegna. Continua a leggere

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Squadra Rebecca

Gli sminatori di Rebecca, squadra che assolve compiti radicali in vari siti a difficoltà multipla. Allenati all’osservazione, hanno in dotazione la tuta Carol progettata dal dottor Marcus. La squadra composta da sette uomini più l’ufficiale di coordinamento ha zone circolari da bonificare, della Regione Lontana. Nell’ultima missione hanno trovato delle pietre saline che apparivano alla strumentazione Funder come mine, portate dal dottor Marcus sono risultate positive alla prova dell’inarcazione, e classificate come pericolo dormiente e involontario. I ritrovamenti sono aumentati in modo esponenziale, fino a richiedere la presenza del dottor Marcus nella Regione Lontana per seguire una missione della squadra Rebecca. Per ogni oscillazione del rilevatore Marcus ha verificato temperature, stagnazioni ed eventuale contenuti di vapore o accumulo di umidità, per capire come le pietre saline potessero generarsi e anche per comprendere se c’è o meno una naturale formazione da componente terrestre o se c’è una guida umana. Marcus ha notato che ci sono sempre delle piante butiliche di fianco a dove vengono rilevate le presenze saline, e crede che le due cose siano collegate. Ma non c’è modo di capirlo, bisognerebbe studiare la formazione per troppo tempo qui, o riproporre tutto in serra, con stessa temperatura, umidità, piante, vento. Continua a leggere

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