Archivi tag: Helenio Herrera

Burgnich, marinaio di terra: tackle e grappa

Il suo nome è fissato, più o meno per l’eternità, nella memoria di ogni italiano affetto da pallonite. Poi ci sono le immagini che seguono il nome, in una sembra un Cristo sacrificato sulla croce di Pelé, sotto il cielo dell’Azteca, la sua mano è distesa alla Goya a cercare il chiodo, mentre la testa del brasiliano segna lasciandolo con aereo stupore a guardare; nell’altra è un palombaro che scende nei fondali marini con Cousteau, ma lo squalo che gli sfugge era Ezio Pascutti. Il resto, tutto il resto, è gloria. Tarcisio Burgnich saltato fuori da un romanzo di Luigi Meneghello, personaggio malinconico con un nome che suonava – come i suoi passi da pistolero sui campi – e che tutti abbiam sempre sbagliato a pronunciare nella celebre filastrocca che si leggeva come una terzina dantesca – Sarti, Burgnich, Facchetti, citata persino dall’elitario Nanni Moretti in “Ecce bombo” – pronunciandolo come se fosse un pugno, invece era un nome da grappa, con la ìch da singhiozzo. Continua a leggere

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Angelillo: principe de la pelota

Un pistolero della pampa, dove il saloon era l’area di rigore e il pallone la sua pistola – per questo non ha funzionato come allenatore –, che si muoveva avvolto dalla nostalgia, come la maglia della salute indossata nel passaggio sull’oceano: da Buenos Aires a Milano, dalla Boca al Meazza, niente più tango, piuttosto jazz: in campo e fuori. E fumo, almeno secondo Helenio Herrera, che lo vide stanco e preso da una ballerina: Ilya Lopez (Attilia Tironi), poi era amore, ma HH ossessionato dalla disciplina era in una modalità che non lo comprendeva. Continua a leggere

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Garibaldi, monarca del tempo: febbre, tifo e spada

Nizza. Al terzo bicchiere di Jack Daniel’s, la lingua del generale Giuseppe Garibaldi si scioglie. Tutta la ritrosia che mi aveva mostrato scompare, la distanza si annulla, e viene fuori la verve oltre la sua voglia di raccontare quaranta anni di battaglie sempre in attacco. Lo incontro, al bar dell’Hotel “Le Negresco” sul lungomare di Nizza, in compagnia di altri due italiani, che passano l’estate con lui e Anita: Luciano Bianciardi, scrittore, e Bettino Craxi, politico. Me li presenta dicendo: «Qualcuno se li ricorderà». E prima che io possa replicare, lui, è già partito con i ricordi. Svelando cose che farebbero invidia a Denis Mack Smith. «Nizza fu una idea di mio padre, sa come sono i padri, pensano che un Napoleone Primo sia meglio del Rio de la Plata: Continua a leggere

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È sempre difficile trovare l’allenatore giusto

La porta si apre e una voce urla: Avanti il prossimo. L’uomo, impacciato, entra e si sistema davanti alla commissione.

– Salve.

– Salve (in coro i tre della commissione).

– Su cosa si presenta?

– L’Inter di Helenio Herrera.

– Uhm. Continua a leggere

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Il più mancino dei tiri

maurobressan-2Dallo scavo archeologico sui gol dell’Uefa, come una tomba di un faraone, una villa romana, esce la rovesciata di Mauro Bressan, dissepolta, torna alla luce. Un gol oltre le ragioni tattiche, da romanzo, segnato da un calciatore che non ti aspetteresti di veder girare in porta un tiro del genere. È il gol che riscatta una vita, che ti lascia pagato il caffè in eterno al bar dei tifosi. Continua a leggere

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