Archivi tag: Il Padrino

Yes, you Caan!

1646500895_241_James-Caan-The-Oscar-for-the-Godfather-I-deserved-itC’è una furia cieca ad ogni visione de “Il padrino” di Francis Ford Coppola, una forza direttamente proporzionale alla giustizia e alla vendetta, che fa i conti con i suoi istinti, decidendo di zittire il buon senso e l’indole all’autoconservazione. E quella furia è Sonny, Santino, per tutti noi: James Caan.

È un figlio del Bronx, un discendente di quelle trame dirette da Robert De Niro, sempre al limite tra l’uscio della macelleria del padre, l’ombra dei marciapiedi e il chiarore delle sinagoghe di New York. Una potenza che non sapeva di custodire l’efficacia degli allenamenti di Rocky in futuro.

Segue la linea diretta di Philip Marlowe, interpretando l’investigatore in “Omicidio a Poodle Springs”, dopo che il ruolo era passato da Humphrey Bogart a Robert Mitchum, da Elliott Gould a Steve Martin, l’ultimo capitolo cinematografico che non può che lasciarci con un: «è ok per me». Continua a leggere

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Raiola: il pizzaiolo dei due mondi

Tridente e trigliceridi, ecco Mino Raiola che gioca in attacco come e più di Zeman – che ha conosciuto bene – senza disdegnare l’esagerazione da gourmet perverso, esagerato. Non è un caso che al campo sia arrivato da una pizzeria e che la sua prima compravendita con profitto sia avvenuta con un McDonald’s. Se Moggi ha portato il sistema nel calcio italiano – connessioni e ricatti, legami e corruzione – Raiola ha portato la roulette russa in quello europeo. Continua a leggere

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Joe Frazier: my way

Joe Frazier quello che stese Muhammad Ali, seppure per una volta sola. I suoi incontri erano tempeste che si abbattevano sul ring, per chi le guardava da fuori: spettacolo, per chi ci stava sotto: calamità. Era così, aveva la brutalità della natura. Oro olimpico nel 1964 a Tokyo, per tre volte (1967, 1970 e 1971) pugile dell’anno secondo la rivista “Ring Magazine”. Continua a leggere

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La morte del corsaro nero

Già nel XVIII secolo Goethe aveva scagliato tuoni e fulmini contro gli editori, a quei tempi chiamati «librai»: «Sono tutti figli del diavolo, per loro ci deve essere un inferno speciale». E un altro classico tedesco, Hebbel: «È più facile camminare con Gesù Cristo sulle acque che passare con un editore attraverso la vita». Perfino il grande editore inglese Frederick Warburg si poneva questa domanda, pochi anni fa, nel titolo delle proprie memorie: An Occupation for Gentlemen? Più vicino a noi, Francisco Ayala, premio Cervantes, definisce il suo editore di Buenos Aires direttamente come «ladro». Continua a leggere

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Fiesta mobile per i figli delle stelle

Antonino Iuorio è un attore non conforme, per taglia e carattere. Cinema, teatro e pittura occupano il suo tempo. Sembra uscito dai “Sillabari” di Parise, basta scegliere la lettera e parte il racconto. Ha il taglio netto dell’aria che gli sta intorno e il brivido dei ricordi: con note, cibo, atmosfere e miti da apparecchiare, e l’incanto segreto di chi sa rievocare. Continua a leggere

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