Archivi tag: Inghilterra

Poor Little Rich Boy

Il ragazzo prodigio, Wayne Rooney, il calciatore che più ha segnato con la nazionale inglese (53 gol), più di Bobby Charlton (fermo a 49) e Gary Lineker (48) gioca la sua ultima partita, con la maglia numero dieci e la fascia da capitano dell’Inghilterra. Dopo tre Mondiali (2006, 2010 e 2014) e tre Europei (2004, 2012 e 2016) Rooney lascia, giocandosela con la nuova generazione inglese. «Mi ha fatto piacere che Gareth Southgate –l’allenatore dell’Inghilterra – abbia voluto richiamarmi in Nazionale per le prossime due partite. L’ho apprezzato veramente. Tuttavia, dopo averci pensato a lungo, gli ho comunicato che ho deciso di ritirarmi dal calcio internazionale». Continua a leggere

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Croazia-Inghilterra: Mario Mandžukić, macellaio

Nel giorno del giudizio

il supremo macellaio

ha fatto a pezzi la vacca inglese

contro ogni consuetudine

bistecche di manza

laureate a Wembley e Oxford

sparse per il campo

in ipnotica inerzia.

 

[illustrazione di Fabio Mingarelli]

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Inghilterra-Tunisia: HurriKane

Dei sentimenti con la maglia inglese

che l’hanno preceduto

non ricorda niente

mobile e mutevole

Harry Kane, segna gol al tramonto

uno scacco alle apparenze di corte

in altre latitudini

lontane dalle marcature

la testa ci mette Continua a leggere

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Arsène Wenger: educatore, pioniere, manager

Finisce il papato calcistico di Arsène Wenger all’Arsenal. Un ventennio di gloria, emozioni e incompiutezza. Un educatore, un pioniere, un manager, che sedeva su quella panchina dal 1996 e che a fine stagione lascerà, per noia. Esordì il 12 ottobre vincendo per 0-2 sul campo del Blackburn Rovers, e portò la squadra al terzo posto. Aveva gli occhiali, era magro uguale ma i capelli non erano bianchi come ora. Una figura enorme, completa e complessa. Per questo è durato tanto, meglio di lui solo Sir Alex Ferguson, 27 anni alla guida del Manchester United. Continua a leggere

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Gli stivali del campione

Avevo sedici anni, quando rubai gli stivali del campione, lucidi più degli scarpini, erano nel nostro spogliatoio, e a Newcastle pioveva, no, non li misi ai piedi – erano tre numeri più grandi – ma nello zaino, e portandoli a scuola, nell’intervallo, li mostrai ai compagni. Come e più della Coppa Campioni, erano un trofeo, tutti conoscevano quegli stivali. E no, non mi vergognai del furto. Anzi, mi parve l’unica cosa da fare. Erano giorni che ci pensavo, ad ogni allenamento accorciavo la distanza tra me e loro, esplorando tutte le implicazioni possibili fino a cadere nel possesso. Nel tragitto dal campo alla scuola era come avere il ghiaccio nella borsa. Misurai la presenza delle cose. Ed ebbi paura. Ma poi, sotto al banco, il ghiaccio divenne altro, un bottino prezioso di stelle e anche un album di figurine intero, quello dell’anno ancora da venire.  Continua a leggere

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