Archivi tag: Italia

Wembleyazo

Senza nome (1)1. Da cinema naturale a filone romantico: grazie a Vialli e Mancini, era dal dottor Zivago che non ci si commuoveva così per degli abbracci.
2. Come aveva intuito Giuseppe Ayala: il fair play gli inglesi l’hanno copiato a Giovanni Falcone. Infatti il vero inglese tra Boris Johnson e Sergio Mattarella è sempre un siciliano.
3. Chiellini e Bonucci pronti per girare il seguito di Starsky & Hutch.

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Burgnich, marinaio di terra: tackle e grappa

Il suo nome è fissato, più o meno per l’eternità, nella memoria di ogni italiano affetto da pallonite. Poi ci sono le immagini che seguono il nome, in una sembra un Cristo sacrificato sulla croce di Pelé, sotto il cielo dell’Azteca, la sua mano è distesa alla Goya a cercare il chiodo, mentre la testa del brasiliano segna lasciandolo con aereo stupore a guardare; nell’altra è un palombaro che scende nei fondali marini con Cousteau, ma lo squalo che gli sfugge era Ezio Pascutti. Il resto, tutto il resto, è gloria. Tarcisio Burgnich saltato fuori da un romanzo di Luigi Meneghello, personaggio malinconico con un nome che suonava – come i suoi passi da pistolero sui campi – e che tutti abbiam sempre sbagliato a pronunciare nella celebre filastrocca che si leggeva come una terzina dantesca – Sarti, Burgnich, Facchetti, citata persino dall’elitario Nanni Moretti in “Ecce bombo” – pronunciandolo come se fosse un pugno, invece era un nome da grappa, con la ìch da singhiozzo. Continua a leggere

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PaoloRossi: azzurro collodiano

Tutti, prima o poi, siamo gli immortali di qualcuno, ma non sappiamo mai bene quando accade, quelli come Paolo Rossi, invece, sanno perfettamente quando è successo. È stato un attaccante che dilatava gli attimi e gli spazi, la sponda migliore per ogni area di rigore: la sua immortalità, presente in ognuno di noi e che si sommava a quella – che ci portavamo dietro come un tatuaggio su una spalla – di Gianni Rivera a Messico70, era nei tre gol al Brasile al mondiale spagnolo del 1982. La più bella rivincita dai tempi di Alexandre Dumas e del suo “Conte di Montecristo”, dove la spada erano quei gol ai brasiliani, e poi ai polacchi e ai tedeschi, qualcosa tra Lazzaro, il “Verdetto” e Pinocchio shakerati e portati sui campi di calcio. E per giunta “A las cinco de la tarde”, l’ora cantata da Federico García Lorca. Continua a leggere

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Bestiario del lockdown

Lepris Pars Spritz: si muove in branco, ama i centri storici, soprattutto i meravigliosi borghi televisivi. Si riunisce in bar e ristoranti, per sfoggiare le sue inabilità generiche in libertà fittizia; è un mammonifero abitudinario, che si caratterizza per inerzia davanti alle ingiustizie, pentendosi in vecchiaia, malattia e matrimonio. Continua a leggere

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