Archivi tag: Jean-Louis Trintignant

Lllà – Sessant’anni in Sorpasso

ilsorpasso_037.psd«Felicità/ è star solo/ d’estate/ nella città deserta/ sulla tazza del cesso/ con la porta aperta».

Tutto quello che ha a che fare con la precisione dovrebbe essere scandito dal «lllà” di Vittorio Gassman.

Più che un film, un’enciclopedia del cinema. Per velocità, sguardo e sintesi. Non è un caso che Martin Scorsese abbia ripercorso tutto il tragitto per rendersi conto che ha la forma di un punto interrogativo. Dino Risi quando lo seppe, sorridendo commentò: «Finalmente qualcuno se n’è accorto». Continua a leggere

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Jean-Louis Trintignant, l’inadéquat

288432319_570885054630308_6301821033153455621_nHa attraversato il cinema da viaggiatore, uno spettro aristocratico che si aggirava per gli studi di tutta Europa intrattenendosi poco, dando un’occhiata, apparendo come una concessione momentanea allo sguardo del pubblico, sempre in tempo per essere schivato, come le ragazze sul lido de “Il sorpasso”. Continua a leggere

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Un Ago nel cuore

LP_4555400_asuojmCome “I carri armati” – cantati da Antonello Venditti – «fari spenti nella notte sotto la pioggia / hanno lasciato strane tracce sull’asfalto piene di sabbia», così Agostino Di Bartolomei ha lasciato negli occhi di tutti, sì certo, i romanisti per primi, il ricordo indelebile di sé, dei suoi tiri, delle sue parole, del suo passaggio, e soprattutto dei suoi silenzi. Di Bartolomei riusciva a racchiudere i sentimenti romani ma non a replicarli, a rappresentarli – come capitano – ma non a incarnarli, era straniero nel momento in cui avrebbe dovuto tracimare come da richiesta di curva, e, invece, non lo faceva, mai, quasi conoscesse il limite tra sé e l’eccesso, tra sé e la volgarità, tra sé e l’esempio sbagliato, portandosi dietro la piega della decadenza dopo la caduta dell’Impero romano, trascinando il ricordo della perdita, che diventava esercizio altezzoso agli occhi di chi non riconosceva la pena. Continua a leggere

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Dopo “Il sorpasso” l’estate non è stata più la stessa

Senza nomeUna spider e due solitudini che s’incontrano. Roma, inizio anni Sessanta, zona Balduina, quartiere di strade lucide e palazzi appena tirati su in occasione dei giochi olimpici, deserto causa Ferragosto. Nasceva la nuova Italia, analizzavamo per poi riderne i nostri difetti. La ricerca delle sigarette e poi di un posto dove mangiare, diventano un viaggio da Roma in su, lungo l’Aurelia, fino a Castiglioncello, con l’estate a guardare. Continua a leggere

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