Archivi tag: Joe Frazier

Joe Frazier: my way

Joe Frazier quello che stese Muhammad Ali, seppure per una volta sola. I suoi incontri erano tempeste che si abbattevano sul ring, per chi le guardava da fuori: spettacolo, per chi ci stava sotto: calamità. Era così, aveva la brutalità della natura. Oro olimpico nel 1964 a Tokyo, per tre volte (1967, 1970 e 1971) pugile dell’anno secondo la rivista “Ring Magazine”. Continua a leggere

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Muhammad Ali: Me, We

Nato Cassius Clay, morto Muhammad Ali, nel salto c’è la vita dispari di un uomo che cambiò nome come i papi e cambiò il mondo come pochi. Perché era un re, un Riccardo che faticò a riprendersi il suo regno, un personaggio figlio di Shakespeare che però aveva la lingua da rapper. Un ragazzo nero con la bocca larga per sparare parole e opinioni che hanno demolito pregiudizi e ingiustizie prima ancora che avversari sul ring. Muore non il più bravo pugile del novecento ma quello più in gamba, quello che ha nel pugno non dato la sua grandezza, che tutti conoscevano e amavano, un po’ poeta, filosofo prima che guerriero, uno che aveva capito che lo sport era un valore non solo un modo per farci i soldi. Continua a leggere

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La memoria di un pugile

Il ring non è un bel posto. Se arrivi da quelle parti, non te la passi bene. Conti da regolare. Vita da svoltare. Sogno da tirare su. Posto da lasciare. Cani che mordono il culo e grumi di rabbia in testa e petto. Fame. Furiosa fame di straordinario. Boxare è pedalare in salita. Ci vuole determinazione. Sofferenza. Volontà. Tutto quello che ti ruota intorno non fa altro che dirti di smettere. Devi continuamente superare questo canto delle sirene che ti gira in testa. E colpire, colpire, colpire. Ci vuole un gran fiato, per farlo. Una riserva enorme d’ossigeno da consumare a piccole dosi. A ogni pugno ne getti via un mucchio. È uno sperpero che non controlli, dopo un po’. Per questo devi rimanere lucido, oltre tutto. È un gioco al risparmio. Le sirene che ti dicono di smettere, di lasciar perdere, di fermarti e startene sdraiato. La cosa più facile da fare: rinunciare. Continua a leggere

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