Archivi tag: Joe Strummer

Manu Chao – Me llaman calle, 60

Senza nome1. Nome completo: José Manuel Arturo Tomás Chao Ortega. All’ufficio anagrafe di Parigi, i genitori quel giorno trovarono Anna Marchesini.
2. Figlio di esuli, scappati dalla Spagna per la dittatura di Franco, la sua fuga continua nella musica, cantando in tutte le lingue del mondo.
3. Il vero universalismo di Celentano, una sola esibizione con Prisencolinensinainciusol.
4. Manu Chao cantato da Sgalambro diventa uno dei segreti della vita come l’amaro benedettino.
5. L’ultimo concerto della gioventù prima dell’uccisione di Carlo Giuliani a Genova: ed era per i migranti.

Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , ,

Arsenal: “Meschino, accanito, competitivo, duro da battere”

Nato dall’innesto della polvere da sparo – una fabbrica di armamenti – con la birra – al pub Royal Oak –, figlio dell’idea di uno scozzese, David Danskin, e dagli avanzi delle magliette del Nottingham Forest – grazie a due operai calciatori – con addosso l’umidità del Tamigi, l’Arsenal non si scrollerà mai la puzza della fabbrica, quell’atmosfera grigia che, con molte sconfitte apparentemente impossibili, ne farà una squadra da “Cipputi”, nonostante le sterline e i titoli, alla fine rimarrà sempre quell’impasto di catena di montaggio, cantieri e cannoni, grasso tirato via all’ultimo momento dalla tuta, e fango sulle scarpe. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Il Cristo di San Pietroburgo

Ama, prega, festeggia, svieni, risorgi. Le montagne russe maradoniane. Tra spiritualità e ribellione, ascensione e cadute, in palio la salute, quella di El Diego, portata ancora una volta al limite, per passione. Suonala ancora e ancora e ancora. Il re dello sperpero: del genio e del sé. Argentina contro Nigeria, ma c’è più spettacolo sugli spalti che in campo. Sotto: una brutta Selecciòn, dove Lionel Messi diventa finalmente adulto, facendo la formazione e segnando; sopra – e dove sennò? – lo spettacolo di arte varia maradoniana. Prima, ha incrociato le braccia sul petto, una divinità Inca, per il gol di Messi, ringraziando Dio e lasciandosi incorniciare da un raggio di luce russa; poi le ha allargate da Cristo di Rio in vacanza a San Pietroburgo: e si è preso la scena, il campo, e di nuovo il mondiale. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

The Future is Unwritten

C’è una giovane donna sulle scale. Dietro una porta aperta. Quelli che passano guardano le gambe, lunghe e scure, scoperte. Indossa un vestitino intero: leggero, aderente. Fiori a pioggia e spalle libere. Di quelli che stanno bene a poche. Ha capelli corti, arancioni da carota, e viso da bambina. Guarda in continuazione la strada. Oltre il campo di basket, il supermercato coreano, la sopraelevata marcia di piscio e rifiuti alla base. Sopra scorrono le auto. Qualche camion. In giro non c’è quasi nessuno. La sera è calda ma non stringe. Lei ha fretta e aspetta uno stramaledetto taxi. Benitez se la prende comoda come suo solito. Ha un ritardo di venti minuti sulla chiamata. Cochabamba 286. Quartiere San Telmo. RicevutoSpenta la radio ha orecchie solo per Joe Strummer. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , ,