Archivi tag: Jonathan Franzen

Il costume di Lincoln

George Saunders fa “Mortacci” di Sergio Citti, e Jonathan Franzen impazzisce. Tutti sorpresi che ci siano possibilità nell’aldilà come se Dante fosse un funzionario di partito, e giù lodi sperticate. Saunders è bravo, ma ci va giù a lungo in “Lincoln nel Bardo” (Feltrinelli), alla fine tutta la poesia Edgar Lee Masters e Walt Whitman masticata, digerita e resa in telegrammi di pensieri: diventa farsa; le trovate extra vita finiscono per annoiare; e persino la storia centrale, quella del piccolo Willie figlio del presidente degli Stati Uniti: Abraham Lincoln – impossibile non figurarselo come il Daniel Day-Lewis del film di Spielberg – che viene strappato dal padre per l’ultima volta dalla bara ma non dalla morte, affoga nel girone di parole di morti che gli ronzano intorno, dopo la naturale commozione che si tira dietro. Continua a leggere

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Rain thoughts

Adora la pioggia, il dottor Marcus. Gli piace uscire a passeggiare senza ombrello, e lasciarsi bagnare. Dice che la maggior parte delle sue intuizioni sono arrivate mentre camminava sotto un acquazzone. Il suo progetto più grande è la città d’acqua. E ride, quando la racconta, se è nel suo studio mostra anche i disegni di grattacieli che spuntano dall’acqua come piante. E dopo, chiede: «verrà mai un tempo per questo?»  poi a bassa voce ti dice: «cerca di dimenticare quello che ti sto mostrando. Non è ancora il momento di far venire fuori queste cose». Qui fa sempre una pausa, e non chiedetemi perché la ruga lungo il viso pare illuminarsi. «Posso inventare quello che penso ma se nessuno è pronto, aspetto». Il suo entusiasmo trascina, come i suoi progetti, provate a chiedere ai supereroi di cui si occupa. Che parli del costume di Batman, delle sue macchine o della pioggia non importa, lui riesce sempre a farti sentire quello che prova. Sulla pioggia ha teorie che possono inchiodarti per anni, ha racconti sul quelle che chiama esecuzioni d’onde, per le piogge ventose, ha anche delle storie sui portatori di pioggia, ed è capace di dimostrarti delle affinità tra un giorno una determinata azione e una pioggia improvvisa. «Sono un figlio dell’acqua».  Continua a leggere

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