Archivi tag: Jorge Luis Borges

L’autunno di Maradona

L’immagine del mito e il corpo che lo contiene si stanno separando. È difficile essere Maradona quando Maradona si logora, è complicato continuare a sperperarsi quando il corpo è andato in riserva e questa volta annaspa, accusando l’usura delle vite precedenti. Intorno tutto rimane immutato, cambia il contesto non il calore, che sia uno stadio russo o uno argentino, la gente continua a tributare a Diego Armando Maradona la riconoscenza dovuta alla bellezza ricevuta, al sogno, ai prodigi visti, alla sua grande vita, ma dentro piove, le pareti scricchiolano, e la magia scivola via. Continua a leggere

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Velasco: da minatore a filosofo del voley

La Plata, prima di Julio Velasco, era tutte strade in diagonale e pensieri per il calcio: Estudiantes e Gimnasia y Esgrima altro che Club Universitario. Dopo è divenuta la città dell’allenatore-filosofo-psicologo, che ha cambiato la pallavolo, anzi come dicono gli argentini il voley, una elle e due “occhi di tigre”, quelli che chiedeva ai suoi giocatori: mescolando Jorge Luis Borges e Rocky Balboa. Continua a leggere

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Muoiono tutti ’sti stronzi

Sono poche le voci capaci di ricercare la sostanza del vivere e riassumerla in una frase sola. Tanto che quando io e Amleto De Silva ci siamo ritrovati – giovanotti, detto alla Totò  – al cospetto del professor Roberto Vacca – pulpito e pietra di un’Italia che non c’è più – non credevamo alle nostre orecchie, perché era un continuo eruttare di sapere e ironia, alto e basso, e vedere passarci accanto Stefano Benni scostante e infreddolito con occhi solo per il mare, o Adriano Sofri che faceva foto ai cani, rendeva la voce gassmaniana (e anche grassmanniana per i più colti in matematica) di Vacca ancora più alta, Continua a leggere

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Mi Buenos Aires querido

Tutta colpa di Edmondo De Amicis e del suo racconto “Dagli Appennini alle Ande”, dove c’era un ragazzo che aveva la mia età e il mio stesso nome e si imbarcava da Genova per Buenos Aires alla ricerca di sua madre. Sono cresciuto con De Amicis che, con i vaccini e la comunione, era tra le cose inevitabili – per fortuna –, anche se oggi fa pensare a Carlo Calenda e al suo aver recitato nello sceneggiato del nonno – Luigi Comencini – tratto dal libro “Cuore”. Continua a leggere

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Postcard

Dear Jorge Luis,

Alfonso Bioy Casares gave me your address. How’s Bustos Domecq? Don’t forget to send the copy of the first edition. Embrace Maria for me (and don’t be jealous). Here the Cairo’s photo, when you touch the camel.

Your,

Marco

[foto tratta dal libro “Atlas”]

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