Archivi tag: Karol Wojtyla

Ombre in campeggio

La tenda dove gli anni / sono uguali, / la luce è sempre quella / di una estate / che ci tenne insieme / in fuga dal paese / d’inverno.

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Biscardi ha vinto

Ci sono uomini e soprattutto donne che in tv durano una stagione, altri che invece diventano un genere. Aldo Biscardi compie ottant’anni e può guardare non tanto alle sue spalle, quanto davanti, sugli schermi, dicendo: «è successo l’impensabile». Il suo Processo – prendeva il nome da un giudizio di Gianni Rodari sul linguaggio del giornalista: «parla di calcio come a un processo» – Continua a leggere

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Dura solo un attimo la gloria

Comincia dall’odore dell’erba, Dino Zoff, per raccontare la sua vita. Parte romantico e finisce scherzando su una fantasiosa ipotetica squadra ideale. “Dura solo un attimo la gloria” (Mondadori, pp. 180, euro 17) è un libro che disegna benissimo l’uomo Zoff – che si inventa scrittore per i nipoti fermando i momenti migliori della sua carriera – e poi ricorda il portiere che tutti abbiamo nella memoria prima ancora dell’allenatore messo da parte troppo presto (la sua riflessione sul sistema calcio va oltre Zeman). Parte da terra per arrivare al cielo, non dimentica nessuno, nemmeno chi gli ha regalato amarezze ed esclusioni. Continua a leggere

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Padre Pio Town

Il suo miracolo vero è aver fatto di sé una dimensione geografica. Le persone non dicono sono o vado a San Giovanni Rotondo, ma sono o vado a Padre Pio, come se fosse una città e non un santo e prima un uomo. La lingua è nazione, oltre che anima. In questo caso spia della prima città nata come estensione di un corpo, figlia della nostalgia e di un forte sentimento di contiguità con la santità e la sua forma terrena riconosciuta nel cappuccino di Pietrelcina – secondo i fedeli e la Chiesa –, che si va ricostruendo con immagini e video nelle case degli italiani e su YouTube, e che si materializza nelle statue di Padre Pio deposte per le strade del mondo: qualcuno prima o poi le conterà e ne farà una mappa alternativa – della fede e di San Pietro. Gli uomini e le donne che vengono qua sono sì fedeli ma anche e soprattutto montatori di un grande unico film, che ha lo scopo di far esistere Padre Pio Town, seppure inconsciamente, dove il santo vive in continua contemporaneità con i suoi fedeli. La sceneggiatura ce l’han messa i frati, allestendo un santuario che è corpo e ricordo, faccia e pensiero votati a quando c’era LUI, il resto – il film – è venuto da sé: con le macchine digitali e i telefonini con telecamere. Milioni di comparse e di registi. È la religione dei polpastrelli che si manifesta con i pixel. Ma questo lo capiranno fra un po’ di tempo, se provate a chiedere perché invece di pregare scattano foto o riprendono la cella e la fila per arrivarci non sanno rispondere, qualcuno che è più avanti molla un: «per condividere». Continua a leggere

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