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Resta Piccolo maschio, dove vai?

Con una banalizzazione ancora più formidabile rispetto al solito, Francesco Piccolo aggiorna il racconto della sua vita sessuale. In pratica è l’evoluzione de “La separazione del maschio” con un peggioramento della scrittura e un appiattimento definitivo dietro la rinuncia a qualsiasi movimento oltre la restituzione del sé. Piccolo, e i suoi replicanti, sono la trasposizione letteraria della sala d’attesa. Ecco l’autofiction. Dove un tempo c’era l’ipocondriaco che, aspettando il turno dal medico, raccontava gli scampati pericoli o la signora che si confidava Continua a leggere

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