Archivi tag: Lev Tolstoj

Una vertigine chiamata Sergio Leone

Siamo dalle parti del mito, un Omero che genera pistoleri e gangster, ecco Sergio Leone, per brevità regista. Uno che nella Roma degli anni Quaranta guardando in fondo alla ripida scalinata di Viale Glorioso, scendendo a capofitto, vedeva il vecchio west, cavalli dove c’erano carri armati americani, e messicani in fuga dove sbaraccavano i tedeschi. Un visionario, certo. Uno che faceva film su cose che non ci sono più. Favola e Storia. Fantasia e realismo, che poi il compagno di scuola ritrovato avrebbe cucito in note, quel gran genio del suo amico: Ennio Morricone. Continua a leggere

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Il condominio

Dice: Ma come fai a leggerli? Semplice, c’è bisogno di un giornale disposto ad accogliere quello che scrivo dopo aver guardato le classifiche e le novità, essermi vestito – di solito con una polo, una felpa, un paio di jeans e delle scarpe comode – aver raggiunto la libreria, scelto e comprato un titolo, essere ritornato a casa e dopo averlo aperto a pagina uno proseguire fino ai ringraziamenti, come se fosse Lev Tolstoj. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , ,

Spalletti: patriarca, illuminista, tenero barbaro

Partito allenatore, tornato patriarca. Luciano Spalletti quando lasciò la Roma, sette anni fa, era molto diverso da ora, e non per le idee di calcio che pure sono passate da esperimento a certezza, ma perché è tornato pacificato. Chiamato a rimettere in ordine urbanistica e calcio, disciplina e classifica al posto di Rudi Garcia annegato nella romanità. Certo, ha l’orgoglio troppo toscano di uno che nasce nello stesso posto di Boccaccio – Certaldo – e che la fa tutta la strada per arrivare in cima Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Canto della gente silenziosa

Ogni-altra-vita1Ogni altra vita fuori da quelle che conosciamo, ogni altra voce che non sia inclusa nei tiggì, ogni altra biografia nella quale possiam riconoscerci: Paolo Di Stefano scrive una possibile storia di italiani non illustri. È ricomposizione del perduto, recupero di piccole storie, restituzione del nascosto. Dai diari alle conversazioni apparecchia un’altra storia, dal Ventennio ai giorni nostri, dalla Sicilia a Milano, passando per la sua storia. Riannoda il suo rapporto col padre e col dolore di perdere un fratellino, la sua emigrazione dalla Sicilia alla Svizzera mettendola in mezzo ad altri. Un esperimento pontiggiano ma senza fiction, con una leggerezza e un acume che ricorda i reportage televisivi di Gregoretti e Loy, Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , ,
Annunci