Archivi tag: Londra

Arsenal: “Meschino, accanito, competitivo, duro da battere”

Nato dall’innesto della polvere da sparo – una fabbrica di armamenti – con la birra – al pub Royal Oak –, figlio dell’idea di uno scozzese, David Danskin, e dagli avanzi delle magliette del Nottingham Forest – grazie a due operai calciatori – con addosso l’umidità del Tamigi, l’Arsenal non si scrollerà mai la puzza della fabbrica, quell’atmosfera grigia che, con molte sconfitte apparentemente impossibili, ne farà una squadra da “Cipputi”, nonostante le sterline e i titoli, alla fine rimarrà sempre quell’impasto di catena di montaggio, cantieri e cannoni, grasso tirato via all’ultimo momento dalla tuta, e fango sulle scarpe. Continua a leggere

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I presidenti di Maurizio Sarri

Dall’Antella al Chelsea la strada è lunga, e c’è molta più salita che al Tour de France. Maurizio Sarri l’ha fatta tutta, e ora ride, a Londra. Finiti i campi di polvere, esaurite le strade di campagna, deposte le panchine consumate e senza tettuccio per ripararsi dalla pioggia, dimenticati gli oratori, ecco la Premier League. Venti anni fa Sarri allenava l’Antella, e prima c’erano state Cavriglia, Faellese, Stia, che sembrano paesi da Cioni Mario, più che squadre. Continua a leggere

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Mimmo Paladino e il cosmocalcio artistico

Adesso che il Napoli attraverso i suoi movimenti crea geometrie, che ogni azione è una vertigine di gesti, e che ogni spazio ha una impalcatura di pensiero, è giusto parlarne con un grande artista come Mimmo Paladino. Pittore, scultore, incisore, ma soprattutto uno dei pochi ad avere un linguaggio proprio, radicato, non artefatto. Una forza della natura, che diventa segno, contraddistinguendosi. Fuori dai meccanicismi della riproducibilità, oltre la banalità dell’ideologia, Paladino rappresenta la libertà di essere se stessi, senza condizionamenti di tempo. Capace di elaborare una risposta singolare, impeccabile, includente. Continua a leggere

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Il vagabondo delle stelle

Era uno scrittore di movimento e immersione. Ci sono scrittori che aspettano il mondo e scrittori che vanno a prenderselo, Jack London – tante vite – apparteneva alla seconda categoria. Con una aggiunta: non solo andava a prenderselo ma ci si immergeva. Per questo, un secolo dopo la sua morte, siamo ancora qua a scriverne e parlarne e prima a leggerlo. Invidio molto chi non l’ha ancora letto e sta per farlo, perché da qualunque parte comincerà, si troverà di fronte a un rapimento: London agguanta e trascina giù, e dove il suo giù è un posto ampio e ventoso, che per brevità chiameremo storia. Era un passionale, non ha mai fatto calcoli in vita sua ma ha sempre seguito i suoi ideali (socialisti), e inseguito un concetto largo di verità e giustizia: al quale sentiva di appartenere. Continua a leggere

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Ho servito John Lennon

Città e uomini hanno bisogno di media che leghino parti lontane, Raffaele Cascone lo è stato per Napoli e i suoi suoni, la sua cultura; poi anche per Roma e l’Italia, conducendo programmi in RadioRai come “Per voi giovani” e “Pop Off”, mettendo in connessione il Mediterraneo con il Mississippi; ha suonato, filmato, viaggiato, un vero beat, riuscendo però a non perdersi; ha attraversato gli anni sessanta e settanta con curiosità: Edoardo Bennato gli dedica nel 1973 la canzone “Venderò”, e dopo 42 anni lo ha ritratto di nuovo in “Pronti a salpare”. Oggi Cascone si divide tra Napoli, Palermo e Londra. Quando gli dico che la sua casa napoletana sembra quella di un ragazzo inglese, risponde, ridendo: «Io sono un ragazzo inglese». Continua a leggere

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