Archivi tag: Luca D’Andrea

Tre passi nel buio e un salto nel vuoto

William Somerset Maugham diceva che ci sono tre regole per scrivere un romanzo, e che, purtroppo, nessuno sa quali siano. Invece, Massimo Carlotto, Luca D’Andrea e Maurizio De Giovanni interrogati da Luca Briasco in “Tre passi nel buio” (minimum fax) pare che conoscano quelle regole per il  romanzo di genere. Raccontano la ricerca operativa e la costruzione delle loro opere, che tanto piacciono. E leggendo i tre “maestri”: del noir, del thriller e del giallo, che espongono teorie (poche), filosofia (spicciola) e rapporti (tanti), fanno tenerezza. Continua a leggere

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Lissy: barocco tirolese

In un salto di vocale a volte ci può essere un universo. Georges Perec sottraendo la “e” ne “La Disparition” ne crea uno in levare. Luca D’Andrea con “Lissy” (Einaudi Stile Libero) aggiungendo una “e” al cognome del protagonista del romanzo, da Wegner a Wegener: ne crea uno che racconta il suo thrillerismo d’aggiunta, ovvero la generazione del barocco tirolese. D’Andrea ha una scrittura d’ansia, tutta frasi brevi e tanti a capo, ripetizioni e spiegoni, andate e ritorni con corda e moschettone: quasi temendo che al lettore possa venire un dubbio o che questi si allontani. Costruisce una cattedrale con innocente e virtuosa fissazione, un dinosauro sacro senza anima. Siamo nell’Inverno del 1974 in Sud Tirolo (si arriverà al 1994), la montagna come personaggio – comunque meglio di Cognetti – che è il tema dell’anno. Continua a leggere

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