Archivi tag: Lucio Dalla

Hammarcord: Craxi e Fellini, domatori di leoni

I corpi di Federico Fellini e Bettino Craxi si stendono in quell’enorme album Panini che è la memoria italiana. Sezionati e ri-raccontati. Ogni italiano ha i suoi celo, mi manca, i suoi doppioni e la figurina più cara, o quella che, pizzaballescamente, non esce. Da una parte si canta il cinema e dall’altra la politica, perdendosi la lezione di Giulio Andreotti – raccontata da Tatti Sanguineti –: la politica è cinema di secondo livello che si serve del primo. Se mischiassimo le figurine delle due parti, potrebbe venire fuori un Craxi regista con tanto cinema di notte che esce dall’hotel Raphaël, e un Fellini politico che rientra all’alba al Grand Hotel di Rimini dopo aver discusso la finanziaria, o invertire solo le biografie e immaginare Fellini sfollato ai confini della Svizzera che poi vede Mussolini a Piazzale Loreto e Craxi a Rimini ad aspettare il Rex, per poi farsi vitellone e venire a Roma a disegnare e filmare una Italia bugiarda. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Fabio Quagliarella: Lazzaro Felice

Ogni volta che un giornalista si presentava da Mario Monicelli, negli ultimi anni, per interrogarlo sul cinema italiano, il vecchio regista rispondeva: Venite tutti da me perché sono rimasto solo io. Indicando una stagione gloriosa del cinema italiano. L’altra sera nel post partita della Nazionale, dopo la doppietta al Liechtenstein, Fabio Quagliarella sembrava Monicelli, solo che non conoscendo questo episodio non poteva rispondere come il regista, ma l’ha pensato. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , ,

Viaggi organizzati

Sommando il danaro a una giornata più amara, la città scopre che c’è un futurista di meno, perché una bella mattina tutto è cambiato, e adesso tu chi sei? E, quale allegria, niente più lezione di tango brillantina e coraggio. Amore da uno sguardo senza letto, e treni. Cosa sarà che ti svegli e sei serio perché devi morire, in un albergo svizzero, poi, e allora ciao Lucio, ora che il mondo, che sì, era fatto di vetro, cade, cade, come un vecchio presepio, ora che non c’è nessuno nudo per strada mentre piove, e nemmeno un sorriso, né uno che ci presta la faccia, son tutti di lato a tenersela tra le mani, e stavolta niente cuori di puttana, non dormiremo per te, e quando Messi passerà al Bologna, e vinceranno la Champions, sarà bello sapere che lo stadio porta il tuo nome. E si canterà a tempo di mambo, perché sarà tre volte natale anche in campo. E conteremo le onde del mare, saremo molto più seri senza te, che arrivi con gli occhi da stronzetto che sa il fatto suo, la giacca da aviatore e ti metti a ballare un po’ Totò, un po’ ala destra di periferia più flipper e panchina che palle messe in mezzo, e i russi no, stavolta son messi peggio. Continua a leggere

Contrassegnato da tag