Archivi tag: Manchester City

Xavi: alla ricerca dell’identità perduta

252846826_4969139266437767_1177527690107648307_nPer recuperare il cuore richiamano il cervello. Xavi vuelve, torna ad allenare il Barcellona, per ritrovare le radici catalane, una missione da Indiana Jones: avventura archeologica alla ricerca dell’ideologia di Johan Cruijff che Ronald Koeman non era riuscito a dare. E c’è anche la filastrocca-profezia: per riavere il Barça catalano creato da un olandese, ci vuole un catalano che gioca all’olandese e che prenda il posto di un altro olandese che non riusciva a far tornare l’ideologia catalana. Continua a leggere

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Maurizio Sarri: l’uomo dei sogni

Solo ventidue metri. Arriva a due rigori dal suo primo titolo, Maurizio Sarri, questa volta ci va vicinissimo, e con una formula differente. Ha davvero rischiato di vincere la Coppa di Lega inglese / Carabao Cup, ma Jorginho e David Luiz lo hanno tradito sui rigori, calciando piano e male il primo, e forte e sul palo il secondo. E a sorridere c’è ancora una volta Pep Guardiola col suo Manchester City, divenuto l’amico dispettoso che si frappone tra Sarri e la gloria. Continua a leggere

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Sarri ascolta Drucker: «Se una cosa funziona, correggila»

Vittima di fuoco amico, Maurizio Sarri e il suo Chelsea cadono nell’imboscata di Pep Guardiola (il buono), perdendo sei a zero contro il Manchester City. L’allenatore catalano non ha avuto nessuna pietà per l’amico italiano, col quale divide le cene e la complicità del maestro Arrigo Sacchi, ma fuori dai campi. Ancora una volta Sarri (il cattivo), è caduto vittima del metodo Guardiola che in conferenza stampa accarezza e loda, e poi in campo distrugge. Continua a leggere

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Stressati e distesi

La cintura di sicurezza ha stretto di nuovo, come a Barcellona, e, questa volta, prima di slacciarla, ha avvisato, Pep Guardiola, l’allenatore del Manchester City, per tutti o quasi: il migliore, anche se lui ha battezzato Antonio Conte con il suo titolo, passandogli la mano con un distacco siddhartiano. Dice cercatemi su un campo di golf, perché presto smetterò di allenare. Continua a leggere

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Senza Messi(a)

Più del Chinaglia di Rino Gaetano, che non poteva passare al Frosinone, Lionel Messi no, non può passare al Napoli, a meno che non accada una trumpata. Tutti, a cominciare da Diego Maradona fino all’ultimo ragazzino che gioca a pallone, davanti all’indiscrezione che il calciatore argentino non sia disposto al rinnovo, e che nel 2018 lasci il Barcellona: hanno pensato alla storia che si ripeteva, hanno guardato alla possibilità remota e inaspettata che si potesse realizzare l’inatteso risvolto. Ma anche se Messi viene da Rosario – città di utopie e calcio pensato prima ancora che giocato – e a Napoli che manca l’immaginazione alla Kusturica che ebbe Ferlaino e manca il contesto nel quale si muoveva: il grande campionato di calcio italiano (dove c’erano tutti). Continua a leggere

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