Archivi tag: Mar del Plata

Guillermo Vilas: Gran Torino a Mar del Plata

123504423_4045323545484810_4713948155896038930_nVoler dimostrare all’Atp che il tennista Guillermo Vilas fu numero uno al mondo e che ha commesso errori di calcolo, è una impresa difficile, ma il giornalista Eduardo Puppo l’ha fatto, s’è messo a ri-analizzare partite e numeri, per anni ha cercato prove per regalare alla memoria del suo campione la verità che merita. Mentre Puppo cercava dati, trovava punti e quindi gesti, vittorie, città, campi, tornei, racchette, Vilas perdeva la sua memoria. Un documentario – “Vilas: tutto o niente” (su Netflix) – racconta questa impresa, con i nastri registrati da Vilas che ricordano la sua vita, e i dati messi in tabella da Puppo, una sorta di backstage dietro quelle partite. È un grande atto d’amore: per il tennis, la verità, e la giustizia. Continua a leggere

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Soriano: una specie di Balzac argentino

Diceva di essere nato con un gatto in attesa sulla porta, il padre che fumava in cortile, e Borges e Bioy Casares a pochi isolati da lui impegnati a creare storie allucinate di don Isidro Parodi. Era il suo modo di riassumente Mar del Plata nel ‘43. Poi aveva vissuto giocando a calcio, fumando, fuggendo e tirando pietre nelle finestre dei potenti, come un bambino, senza mai perdere il sorriso. Fece il giornalista, fu costretto all’esilio dal potere di Videla, scrisse libri che lessero tutti – dai ragazzini di Buenos Aires a Fidel Castro, Gabriel Garcia Marquez e Salman Rushdie passando per Maradona –, Continua a leggere

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Una centrifuga, qualcosa del genere

Carlos MonzónCarlos Monzón a terra ci andava di rado, ma quella volta il ring non c’entrava. Volò giù da una finestra con sua moglie Alicia Muniz, a Mar del Plata. Era il 14 febbraio del 1988 e la loro storia d’amore: finita. Lui si ruppe un braccio, lei morì. Lui disse che lei si voleva suicidare e si era gettato per salvarla. Ma lei era morta prima. Strangolata. Picchiata e spinta. Le provò tutte il pugile argentino per scamparla. Ma non aveva amici e ragioni forti come il professor Stephen Rojack di Norman Mailer, chiamato a rispondere dello stesso reato e a farla franca ne “Un sogno americano”. Continua a leggere

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