Archivi tag: Marek Hamsik

Hamsik: la dismissione leggera

Con discrezione, quasi sottovoce, dopo aver aperto – per l’ultima volta – con un lancio di quaranta metri l’azione da gol di Milik via Callejon, Marek Hamsik e la sua cresta, iconica e sentimentale, traslocano in Cina come era successo all’Italsider di Bagnoli. Un pezzo di città viene dislocato, e non c’è nemmeno Daniele Sepe a suonare l’Internazionale come raccontò Ermanno Rea ne “La dismissione”, solo un mezzo San Paolo ad applaudire nel dubbio, per poi gelarsi a casa. Continua a leggere

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Napoli, campionato 2017-2018: un bilancio

Volendo parafrasare la massima calcistica di Gary Lineker, che è l’Andreotti del pallone: «Il calcio è un gioco che si fa in undici, e alla fine vince la Germania», potremmo dire: «Il calcio è un gioco che si fa in undici, e alla fine, in Italia, vince la Juventus». Poi, a seconda delle latitudini e con accenti diversi, verrebbero aggiunte le locuzioni: «con merito» e «senza merito». Continua a leggere

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Mimmo Paladino e il cosmocalcio artistico

Adesso che il Napoli attraverso i suoi movimenti crea geometrie, che ogni azione è una vertigine di gesti, e che ogni spazio ha una impalcatura di pensiero, è giusto parlarne con un grande artista come Mimmo Paladino. Pittore, scultore, incisore, ma soprattutto uno dei pochi ad avere un linguaggio proprio, radicato, non artefatto. Una forza della natura, che diventa segno, contraddistinguendosi. Fuori dai meccanicismi della riproducibilità, oltre la banalità dell’ideologia, Paladino rappresenta la libertà di essere se stessi, senza condizionamenti di tempo. Capace di elaborare una risposta singolare, impeccabile, includente. Continua a leggere

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Ma, si sa, i fuoriclasse

«Io dispongo sempre bene le mie squadre in campo. Il problema è che quando inizia la partita i giocatori si muovono», diceva Alfio Basile allenatore del Boca Juniors, dell’Argentina e di molte altre squadre. Le complicazioni vengono dopo, appunto, quando tutti si muovono al ritmo del pallone, e i pensieri rimangono sulle panchine, o arrivano improvvisi ai calciatori mentre stanno tradendo il loro compito o anche mentre lo eseguono oltre ogni previsione. Continua a leggere

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Hamsik: trascinatore gentile

C’è stato un Hamsik per ogni napoletano, per alcuni è stato specchio, per altri proiezione; per alcuni è stato simbolo, per altri capro espiatorio; ma ora tutto coincide e il capitano mette d’accordo tre generazioni di tifosi, incarnando quello che rende sopportabile la vita nelle sue curve di sofferenza. Marek Hamsik è in assoluto il simbolo del Napoli di De Laurentiis da dieci anni, è passato tra tempeste e lacrime, vittorie e sconfitte, sostituzioni ed esaltazioni, rimanendo sempre se stesso, un uomo pacificato prima ancora che un calciatore calmo, perché cosciente del proprio talento e del proprio percorso. Ha fatto di Napoli e del Napoli il suo posto applicando forse inconsciamente il teorema Madre Teresa di Calcutta: «c’è sempre un posto dove puoi essere straordinario, devi solo lasciare che quel posto ti trovi». Continua a leggere

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