Archivi tag: Marilyn Manson

Il Cristo di San Pietroburgo

Ama, prega, festeggia, svieni, risorgi. Le montagne russe maradoniane. Tra spiritualità e ribellione, ascensione e cadute, in palio la salute, quella di El Diego, portata ancora una volta al limite, per passione. Suonala ancora e ancora e ancora. Il re dello sperpero: del genio e del sé. Argentina contro Nigeria, ma c’è più spettacolo sugli spalti che in campo. Sotto: una brutta Selecciòn, dove Lionel Messi diventa finalmente adulto, facendo la formazione e segnando; sopra – e dove sennò? – lo spettacolo di arte varia maradoniana. Prima, ha incrociato le braccia sul petto, una divinità Inca, per il gol di Messi, ringraziando Dio e lasciandosi incorniciare da un raggio di luce russa; poi le ha allargate da Cristo di Rio in vacanza a San Pietroburgo: e si è preso la scena, il campo, e di nuovo il mondiale. Continua a leggere

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Suicide girl

Bevono birre e sogni, mostrano tatuaggi, capelli colorati, trucco marcato, dreadlock e almeno un piercing. Qualcuna canta e vuole diventare famosa, altre si accontentano di spogliarsi a tema e di essere l’idolo sommerso e alternativo per un pugno di adolescenti che guardano oltre la tv e il suo verbo imperante. Giocano a non essere inquadrate ma finiscono a mangiare da McDonald’s, e se insisti, scavi, a sud delle trasgressioni, le trovi. Se vai oltre l’aspetto, per qualcuna il linguaggio, vedi ragazze normali che, spogliandosi, si sono vestite di carattere, da nude hanno trovando il mondo che mancava per farle sentire in corsa. Continua a leggere

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Il caso Ralph Anderson

Il caso di Ralph Anderson, occupò molto spazio nei media americani, e anche il dottor Marcus ne fu incuriosito. Singolare storia, di un chirurgo plastico a Miami. La mattina della vigilia di natale, si presenta in clinica, dove ha dato appuntamento a tutte le donne che ha operato durante l’anno, e anche a quelle che dovrà operare, che sono prenotate, per l’anno successivo. Una distesa di carne, che diverrà silicone. Lui, al solito, elegante, Ralph Anderson, (48 anni), nero, vestito in smoking, ma nessuno nota la stranezza, l’esuberanza del dottore che guidava solo Ferrari era nota in città, come le sue feste. Le riceve una alla volta e con un colpo in testa ne fa fuori 85 prima che l’infermiera Emily Neuman, dia l’allarme. Aveva il silenziatore. E prima che arrivasse la polizia si uccise. Ma oltre modalità e numero di morti, c’è il video che Anderson aveva postato su Youtube che spinse il dottor Marcus a prenderlo in esame nel progetto ALBERT. Il video ritraeva l’uomo nella sua casa, in smoking, la mattina, prima di andare in clinica e compiere la strage. Dietro di sé aveva una gigantografia di Marilyn Manson (in casa è stata ritrovata tutta la discografia del cantante), opera del famoso pittore argentino Andrés Fresàn. Anderson guarda in camera, è seduto, non c’è alterazione di tono né smorfie che lascino intravedere disappunto, o poca convinzione. Appare come un Jackson equidistante dalle esecuzioni che sta per compiere. Continua a leggere

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