Archivi tag: Marlon Brando

Fabio Quagliarella: “eh già, sono ancora qua”

Ogni tanto i giornali titolano: “La nuova vita di Fabio Quagliarella”, e a contarle, queste vite, sembra che ne abbia avute più di Marlon Brando in “Ultimo tango a Parigi”. E per ogni vita ci sono a corredo una serie di gol eccezionali, segnati in scioltezza, come se fosse quella la soluzione più facile: testa, destro, sinistro, mezza rovesciata, rovesciata, tacco, pallonetti, tiri da fuori area a volo o con mira da biliardo o in tuffo, e prima dribbling, rabone, tocchi d’esterno, assist da regista e anche da ala, un tuttofare, Continua a leggere

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John Cazale era mio amico

 

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Maradona: il mito che non muore

Si potrebbe dire che non aveva niente e che arrivò ad avere ogni cosa: dando tutto a Napoli. Dove gli altri avevano preso, lui restituiva. Per questo il mito di Diego Armando Maradona non muore, anzi, rifiorisce ogni volta che ci rimette piede. In una città che fa il presepe e veste i santi, che crede ai miracoli e parla con i morti, dove il sangue si raggruma e si scioglie, dove le voci sono tante e gli appiccichi pure: Maradona è un punto fermo. Accettato dalla città come modello, inglobato, masticato e venerato. La sua immagine, appesantita e affannata, sta in una linea malinconica, tra Massimo Troisi e Pino Daniele, a fermare ad aeternum gli anni Ottanta. È tutto quello che resta a Napoli, non essendo ancora riuscita a scavalcare quella linea di nazione che aveva ancora gli ultimi scampoli di Eduardo, che vedeva Luciano De Crescenzo ironicamente spiegarla all’Italia, e Domenico Rea raccontarne il dolore e la vivacità. Continua a leggere

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Fiesta mobile per i figli delle stelle

Antonino Iuorio è un attore non conforme, per taglia e carattere. Cinema, teatro e pittura occupano il suo tempo. Sembra uscito dai “Sillabari” di Parise, basta scegliere la lettera e parte il racconto. Ha il taglio netto dell’aria che gli sta intorno e il brivido dei ricordi: con note, cibo, atmosfere e miti da apparecchiare, e l’incanto segreto di chi sa rievocare. Continua a leggere

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The Fight

PS-2192_AliForeman-10-30-74-poster_lNon è stato il migliore ma quello che colpiva più forte: pugni e parole. Quaranta anni dopo siamo ancora qua a parlare di Muhammad Ali, del suo incontro a Kinshasa, con George Foreman, per il titolo di campione mondiale dei pesi massimi, con l’Africa cambiata, ma sempre in emergenza, ora sotto l’Ebola, con Pistorius che doveva essere il nuovo e invece si è messo in fila con Monzon e O.J. Simpson. Norman Mailer, in “The Fight”, diceva che Ali trattava la boxe da Marlon Brando: interpretando un ruolo come se fosse un prolungamento naturale del proprio stato d’animo. Per questo il film dei suoi incontri si proietta ancora nei ricordi di un mucchio di gente, a prescindere della geografia e della pelle. In “Muhammad Ali – L’ultimo campione, il più grande?” (Gargoyle editore) se lo chiede anche Rino Tommasi ripercorrendo la carriera del pugile. Continua a leggere

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