Archivi tag: Marlon Brando

Yes, you Caan!

1646500895_241_James-Caan-The-Oscar-for-the-Godfather-I-deserved-itC’è una furia cieca ad ogni visione de “Il padrino” di Francis Ford Coppola, una forza direttamente proporzionale alla giustizia e alla vendetta, che fa i conti con i suoi istinti, decidendo di zittire il buon senso e l’indole all’autoconservazione. E quella furia è Sonny, Santino, per tutti noi: James Caan.

È un figlio del Bronx, un discendente di quelle trame dirette da Robert De Niro, sempre al limite tra l’uscio della macelleria del padre, l’ombra dei marciapiedi e il chiarore delle sinagoghe di New York. Una potenza che non sapeva di custodire l’efficacia degli allenamenti di Rocky in futuro.

Segue la linea diretta di Philip Marlowe, interpretando l’investigatore in “Omicidio a Poodle Springs”, dopo che il ruolo era passato da Humphrey Bogart a Robert Mitchum, da Elliott Gould a Steve Martin, l’ultimo capitolo cinematografico che non può che lasciarci con un: «è ok per me». Continua a leggere

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Fabio Quagliarella: “eh già, sono ancora qua”

Ogni tanto i giornali titolano: “La nuova vita di Fabio Quagliarella”, e a contarle, queste vite, sembra che ne abbia avute più di Marlon Brando in “Ultimo tango a Parigi”. E per ogni vita ci sono a corredo una serie di gol eccezionali, segnati in scioltezza, come se fosse quella la soluzione più facile: testa, destro, sinistro, mezza rovesciata, rovesciata, tacco, pallonetti, tiri da fuori area a volo o con mira da biliardo o in tuffo, e prima dribbling, rabone, tocchi d’esterno, assist da regista e anche da ala, un tuttofare, Continua a leggere

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Maradona: il mito che non muore

Si potrebbe dire che non aveva niente e che arrivò ad avere ogni cosa: dando tutto a Napoli. Dove gli altri avevano preso, lui restituiva. Per questo il mito di Diego Armando Maradona non muore, anzi, rifiorisce ogni volta che ci rimette piede. In una città che fa il presepe e veste i santi, che crede ai miracoli e parla con i morti, dove il sangue si raggruma e si scioglie, dove le voci sono tante e gli appiccichi pure: Maradona è un punto fermo. Accettato dalla città come modello, inglobato, masticato e venerato. La sua immagine, appesantita e affannata, sta in una linea malinconica, tra Massimo Troisi e Pino Daniele, a fermare ad aeternum gli anni Ottanta. È tutto quello che resta a Napoli, non essendo ancora riuscita a scavalcare quella linea di nazione che aveva ancora gli ultimi scampoli di Eduardo, che vedeva Luciano De Crescenzo ironicamente spiegarla all’Italia, e Domenico Rea raccontarne il dolore e la vivacità. Continua a leggere

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Fiesta mobile per i figli delle stelle

Antonino Iuorio è un attore non conforme, per taglia e carattere. Cinema, teatro e pittura occupano il suo tempo. Sembra uscito dai “Sillabari” di Parise, basta scegliere la lettera e parte il racconto. Ha il taglio netto dell’aria che gli sta intorno e il brivido dei ricordi: con note, cibo, atmosfere e miti da apparecchiare, e l’incanto segreto di chi sa rievocare. Continua a leggere

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