Archivi tag: Massimo Fini

La lezione socio-calcistica di Benedetto Croce

Se era in privato – come insegnava proprio Berselli – che eravamo autorizzati a riconoscere che non potevamo non dirci liberali, ripetendo la lezione di Benedetto Croce: a lungo allenatore e padre calcistico del Napoli e della Nazionale; è sempre in privato, e con corredo di grosse quantità di ostriche, che si può ammettere simpatia per Silvio Berlusconi e riconoscergli anche pregi fuori dall’area di rigore, andando oltre i suoi numerosi gol in fuorigioco e le sue vittorie. Certo è un attaccante che tiene troppo il pallone, tanto che da ragazzo, lo chiamavano “Il Venezia”, almeno stando a quello che racconta Massimo Fini nella sua autobiografia – Una Vita –, che, però, nei momenti morti riesce a far ridere tutti, come con la storia della “culona inchiavabile”, che è la tipica battuta da campo, poi Barbara Spinelli negherà, Continua a leggere

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La Lega Nord e l’annoso problema di girarsi

Infine, c’è da chiedersi della Lega Nord: che calcio ha praticato in questi anni? Apparsa in A come il Chievo promettendo di diventare la Juventus, si è rivelata una Spal – ora vive nel sentimento tutto reazionario del rimpianto – con qualche ministro in più e molti scudetti in meno. Il suo problema era tutto identitario: in conferenza stampa prometteva quattro punte, in campo giocava con mezza, riducendosi ad ogni campionato e finendo per praticare un catenaccio tutto lombardo che non raggiungeva nemmeno i campi dell’Emilia Romagna. Alla fine ha lasciato un difensore come Umberto Bossi, uno alla Pasquale Bruno – che se non c’avessi giocato contro, saresti andato a farci una pizza volentieri come ha fatto Massimo Fini, che di pallone se ne intende – per passare a un capo ultrà come Matteo Salvini su cross di una ala destra senza fantasia come Roberto Maroni. Continua a leggere

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Il più maldestro dei tiri

In un campo affollato, a ridosso dell’area di rigore, c’è Andrea Pirlo pronto a calciare una delle sue “maledette” come le chiama Fabio Caressa, e nell’altra area c’è Silvio Berlusconi che fa “Il Venezia” – uno che non passa il pallone – secondo la definizione di Massimo Fini, due destri: uno di ordine, l’altro di caos. A centrocampo ci sono Nibali e Pantani, Iniesta e Zidane, Brera e Prodi, sulle fasce Lentini, McNamara e Donovan, Mastroianni, Giordano Bruno e Volonté, Baricco e Inzaghi, Renzi e Obama; in difesa: Zizek, Herzog, Scirea, Di Bartolomei, Materazzi, Veltroni, Berlinguer, Roger Casement; in porta Bruce Grobbelaar e Buffon, Zoff e Gordon Banks; in panchina un mucchio di gente: Mourinho, Guardiola, Di Matteo, Rocco, Sacchi, Del Bosque, Zeman, Bielsa, Boskov, Benitez, Agnelli, Conte, Allegri, Putin, Manzoni, Dino Risi, Cacciari, Letterman e tanti altri. Continua a leggere

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