Archivi tag: Messi

Higuain tra Mickey Rourke e Paolo Villaggio

Dopo aver coltivato illusioni splendenti e gloriose speranze, è arrivato il giorno doloroso della sorpresa. In un mondo adulto, si sbaglia da professionisti, direbbe l’allenatore Paolo Conte, guardando di traverso alla disfatta, mentre il fumo lo avvolge a catenaccio. In quel mondo, dove grandezza e fragilità, gol e pazzia, passano per Gonzalo Higuain, oscillante tra Mickey Rourke e Paolo Villaggio. Continua a leggere

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La vita di lato

Il rigore indiretto / vince la solitudine: / chi tira al tuo posto / viene a dirti che non sei solo. / Nell’area di rigore, / ogni passaggio in avanti / è un movimento verso l’avvenire, / quello di chi rese il gesto famoso, / l’olandese che cambiò la Catalogna, / e adesso è sopra di due gol / nella partita con la durezza. / Nel gesto ripetuto / c’è un po’ del gesto compiuto, / nella nuova meraviglia  / c’è un po’ della vecchia meraviglia, / nell’allenarsi e nell’allenare  / la memoria: / c’è la possibilità di una nuova vita.

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Intervista impossibile a Osvaldo Soriano, Johannesburg 2010

Osvaldo Soriano mi aspetta al ristorante “Pigalle” di Sandton. Calciatore, giornalista, scrittore argentino. Esordì con “Triste, solitario y final”. Dopo il golpe militare scelse l’esilio in Europa. In gioventù era stato il centravanti mancino  del Confluencia. Lo raggiungo in leggero ritardo.

«Cosa è successo: ti sei perso?»

«La città è bloccata, e tu hai scelto il posto più affollato».

«L’ho fatto per te, guardati intorno, ancora ci sono cameraman che girano, questo posto rischiava di diventare come il tunnel dell’Alma a Parigi per Diana, qui poteva morire Platini, la notte prima della finale mondiale, per un calciatore, come morire a natale per un comico». Continua a leggere

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Intervista impossibile a Osvaldo Soriano, Berlino 2006

Osvaldo Soriano ci aspetta alla Staatsbibliothek di Hans Scharoun, dove Wim Wenders ha girato alcune sequenze de “Il cielo sopra Berlino”. Calciatore, giornalista, scrittore. Esordì con “Triste, solitario y final”. Dopo il golpe militare scelse l’esilio in Europa. In gioventù era stato il centravanti mancino  del Confluencia. Ha scritto meravigliosi racconti sul calcio. Lo raggiungiamo in leggero ritardo. Continua a leggere

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Buffon, 20 anni ti sembran tanti poi ti volti a cercarli e non li trovi

A dispetto di quello che il mio editor pensa, non ho nessun problema ad ammettere che l’ultima finale di Champions di Andrea Pirlo è stata al di sotto delle aspettative, e che il migliore in campo tra gli juventini è stato un altro, il portiere Gianluigi – che tutti chiaman man­zonianamente Gigi – Buffon. Quella finale è come un nido d’uccello costruito sul ramo più alto, una fatica enorme fatta cercando il cielo. Appare a tutti impalpabile e lontana. Quando Bettega gli rispose che «alla Juventus le occasioni con mancano», era appena finita la finale di Champions League del 2003, Gigi Buffon stava nei corridoi dell’Old Trafford a fumare e chiedersi ad alta voce: quando cazzo mi ricapita una finale di Champions? Quelle parole del dirigente juventino non bastarono, cadde in depressione, Continua a leggere

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