Archivi tag: Mexico

Prima di bruciare

– È vero quello che si dice?

– Dipende da quello che si dice.

– Che eri un pugile.

– Lo sono stato.

– E come sei finito qua nel cartello di Tijuana?

– Un’ingiustizia. Continua a leggere

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T’immagini l’India ai mondiali?

Da allenatore a blogger, Bora Milutinović non riesce a stare fermo. Per la seconda volta nella sua lunga carriera di coach (Mexico, Costa Rica, Usa, Nigeria, Cina Honduras, Giamaica, Iraq e un mucchio di club) è senza squadra a un mondiale, ma non si è perso d’animo, lavora per una radio mexicoamericana e spiega il calcio ai cinesi attraverso il suo blog, «venti milioni di contatti, per ora», dice orgoglioso. Continua a leggere

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Sessini-4Quando la convinse, Ladonnaconlacicatrice sapeva che la richiesta era assurda, eppure stanca di guerra: accettò. È questa è solo l’inizio della questione. Sì, certo, lui fu delicato, assecondò tutti i suoi desideri, ma quando si trattò di capire l’origine della storia, Ladonna disse: «la cicatrice sta di lato, è una rotta di dolore, la mia». E pretese che non ci mettesse la faccia. Era un ritratto di un pezzo, quello di maggior peso, guardando a cuore in fondo alla cicatrice potevi vedere anche l’infanzia e tutto il resto, se ti applicavi spuntavano persino i compagni di classe delle elementari, il cortile, tutto, anche una festa di piazza, meno il nome di chi aveva segnato quella coscia. Continua a leggere

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Elogio di HugoSanchez

È davvero semplice ricordarlo, dove c’era una porta lui segnava. E poi come una Nadia Comăneci andava giù di capriola. C’aveva la faccia alla Califano e i capelli da emigrato calabrese in Germania, però non lo prendevi, e faceva gol in rovesciata, sempre o quasi. Potevi intuire la mamma quanto aveva pregato per lui, e chi gli stava intorno quando giocava per strada, era tutto scritto nel suo scatto veloce, la sua finta era una falsa mappa che i difensori leggevano sempre e infatti andavano in direzione sbagliata. E quando, dopo il gol in rovesciata, e la conseguente capriola, guardava i tifosi, travolto dall’abbraccio dei compagni, con lo sguardo sembrava dire: io, io, riesco anche a volare, e primo o poi lo faccio al posto della capriola, almeno questo è quello che pareva a me una sera che infilò un gol da eliminazione all’Inter di mio fratello e io dissi una cosa tipo: lui, Hugosanchez, oltrepassa i meccanismi dell’aria. Continua a leggere

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