Archivi tag: Miami

Miami blues

Nel cuore dorato della città dorata, un brillante psicopatico, Frederick J. Frenger Jr, per difendere la sua giacca di pelle spezza un dito a un Hare Krishna, procurandone la morte. Da quel dito e dallo shock causato comincia “Miami blues” di Charles Willeford, che Feltrinelli ripubblica – stessa traduzione, di Emiliano Bussolo – dopo Marcos y Marcos, che ha anche gli altri tre libri willefordiani su Miami. Per capire la grandezza di Willeford basta ricordare che quando chiedevano a Quentin Tarantino di spiegare “Pulp Fiction”, il regista rispondeva che il suo film stava dalle parti di “Miami blues” e di Willeford. Continua a leggere

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , ,

Tomás Milian: a conferma dell’eternità

Si sentiva ferito dal vento

per questo correva

anyway

senza vergogna

tra i pugni con Volonté

l’incubo della vanità Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , ,

Muhammad Ali: Me, We

Nato Cassius Clay, morto Muhammad Ali, nel salto c’è la vita dispari di un uomo che cambiò nome come i papi e cambiò il mondo come pochi. Perché era un re, un Riccardo che faticò a riprendersi il suo regno, un personaggio figlio di Shakespeare che però aveva la lingua da rapper. Un ragazzo nero con la bocca larga per sparare parole e opinioni che hanno demolito pregiudizi e ingiustizie prima ancora che avversari sul ring. Muore non il più bravo pugile del novecento ma quello più in gamba, quello che ha nel pugno non dato la sua grandezza, che tutti conoscevano e amavano, un po’ poeta, filosofo prima che guerriero, uno che aveva capito che lo sport era un valore non solo un modo per farci i soldi. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Pablo Escobar, maschera

Netflix un mese fa ha mandato in onda una nuova serie tv “Narcos” che raccontava la vita di Pablo Escobar. Ovviamente non c’è storia, la serie è imperdibile, per chi vuole saperne di più ne ha scritto Amleto De Silva – uno che fa la critica alle serie tv prima che queste divenissero parte del quotidiano occidentale –. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Il caso Ralph Anderson

Il caso di Ralph Anderson, occupò molto spazio nei media americani, e anche il dottor Marcus ne fu incuriosito. Singolare storia, di un chirurgo plastico a Miami. La mattina della vigilia di natale, si presenta in clinica, dove ha dato appuntamento a tutte le donne che ha operato durante l’anno, e anche a quelle che dovrà operare, che sono prenotate, per l’anno successivo. Una distesa di carne, che diverrà silicone. Lui, al solito, elegante, Ralph Anderson, (48 anni), nero, vestito in smoking, ma nessuno nota la stranezza, l’esuberanza del dottore che guidava solo Ferrari era nota in città, come le sue feste. Le riceve una alla volta e con un colpo in testa ne fa fuori 85 prima che l’infermiera Emily Neuman, dia l’allarme. Aveva il silenziatore. E prima che arrivasse la polizia si uccise. Ma oltre modalità e numero di morti, c’è il video che Anderson aveva postato su Youtube che spinse il dottor Marcus a prenderlo in esame nel progetto ALBERT. Il video ritraeva l’uomo nella sua casa, in smoking, la mattina, prima di andare in clinica e compiere la strage. Dietro di sé aveva una gigantografia di Marilyn Manson (in casa è stata ritrovata tutta la discografia del cantante), opera del famoso pittore argentino Andrés Fresàn. Anderson guarda in camera, è seduto, non c’è alterazione di tono né smorfie che lascino intravedere disappunto, o poca convinzione. Appare come un Jackson equidistante dalle esecuzioni che sta per compiere. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , ,