Archivi tag: Mina

Ennioendo – partitura di contrappunti per “Ennio” di Giuseppe Tornatore

xVoleva diventare medico, a dispetto del padre che pretese un futuro da trombista. Da semplice esecutore divenne unico compositore, da mente scientifica e chirurgica trascrisse la musica della mente umana.

Passo veloce dal corridoio allo studio, addominali, flessioni e respiro. La ginnastica del pensiero e del corpo per arrivare alla perfezione dell’esecuzione dal vivo.

Dormiva nella buca dell’orchestra del padre, con la musica che gli andava in sogno. Come Pinocchio e Giona, anche Morricone trova la sua pancia della Balena.

Solo una volta ha la possibilità di ascoltare Stravinskij, rubato di nascosto al Santa Cecilia, dallo spiraglio di una porta lasciata semi aperta. Un Noodles prima di Sergio Leone, intento a spiare Deborah mentre danza. Continua a leggere

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Minà: vita, avventure, incontri e ricordi

Gianni Minà è la scatola nera di un mondo felice che non c’è più: tutto quello che abbiamo amato, che lui ha cercato, raccontato e connesso con l’Italia. Per questo ora soffre a ricordare, soffre a darci il backstage di quegli anni, e lo fa con delle cartoline da quel tempo, piccoli frammenti di una enorme grandezza. Dentro queste cartoline che sono i capitoli del suo nuovo libro, “Storia di un boxeur latino” (minimum fax), ci siamo noi, dispersi tra le righe, a ricordarci di quando Minà portava in tivù scrittori, attori, registi, musicisti, chiunque avesse qualcosa di davvero interessante da dire e lo dicesse bene; erano un altro mondo e un’altra Italia, quella di oggi soffre a connettersi, è pigra e poco interessata agli altri, e i Minà vengono stroncati sul nascere. Continua a leggere

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Ministero Özpetek

Se Bret Easton Ellis vedesse “La dea fortuna”, l’ultimo film di Ferzan Özpetek (scritto con Gianni Romoli e Silvia Ranfagni), avremmo delle pagine in aggiunta al suo libro, “Bianco”, rispetto a quello che scrive – da sceneggiatore – sul cinema “gay” e, soprattutto, sul film Oscar “Moonlight”. Un nuovo capitolo del sincretismo sessual-religioso del regista, con tutti i suoi canoni: famiglia aperta, coppia in crisi (sia omo che etero), smemorato, frasi strappalacrime, malattia e conseguenti porte antincendio che si chiudono su facce tristi lasciando discussioni a metà, e terrazze, che sono il contesto per le cronache di Narnia del cinema italiano; Continua a leggere

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Lauzi il «rimbalzante», visto da Berselli

«E’ vero, sono polemico, dispettoso, un terribile bastian contrario»: l’ unico modo per un artista «invendibile» di sfuggire alle convenzioni, al conformismo, «all’omologazione». Lui, impossibile da prendere sul serio perché non si prendeva sul serio, per decenni destinato a non superare mai le diecimila copie di un disco. Si chiamava Bruno Lauzi, è morto da pochi giorni a 69 anni, è stato un sereno e consapevole testimonial della lotta contro il morbo di Parkinson: la sua «autobiografia in controcanto», che esce adesso, con una presentazione di Francesco De Nicola, da un piccolo e meritevole editore di Sestri Levante, Gammarò, si intitola Tanto domani mi sveglio, Continua a leggere

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