Archivi tag: Mondadori

Amelio non è Anna Frank

L’unico motivo valido che può aver spinto Gianni Amelio a scrivere “Padre quotidiano” (Mondadori), un libro disordinato, oltre la sua ricerca di paternità in ogni modo, è di voler confutare – dopo molti anni – le accuse che gli furono rivolte dallo scrittore peruviano, oggi Nobel, Mario Vargas Llosa e dal padre della patria albanese Ismail Kadare quando uscì il suo film “Lamerica”. Era il 1994 e Llosa pesò molto sulla mancata assegnazione del Leone d’oro al Festival di Venezia accusando il regista di avere trattato gli albanesi come se fossero degli insetti, Continua a leggere

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Un forte rumore di niente

Nell’istante doloroso, che prima o poi tocca a tutti, della scomparsa delle certezze: lo sbandamento è comprensibile. Come pure l’esplicitazione, il racconto, fino al superamento psicologico e alla possibilità di capire che cosa si è pensato nel buio della malattia. Hitchens si fece inviato nel proprio cancro, e fu spietato. Daria Bignardi lo rivive attraverso un romanzo: “Storia della mia ansia” (Mondadori) ricreando un mondo leggermente diverso dal suo, ma che comunque è il suo. Continua a leggere

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Se togli le piante, non rimane che gente assurda

Un incidente, una separazione e un aneurisma, ma il pensiero sono le piante. A leggere Ilaria Bernardini e il suo “Faremo foresta” (Mondadori) si rivaluta Paolo Cognetti che almeno sogna di essere Jon Krakauer e trovare eroi selvaggi come Christopher McCandless alias Alexander Supertramp. Cognetti di otto vette una è andata a cercarsela e non l’ha ricreata in terrazzo come surrogato di un mondo che si vorrebbe e non si ha. Continua a leggere

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Delirio e sogni

Dopo il Sigmund Freud interpretato da Remo Remotti, in “Sogni d’oro” di Nanni Moretti, ogni altro Freud italiano non ha scampo. Il tedesco alternato all’italiano, la vendita (democratica) dei suoi libri in piazza come un Roberto Da Crema: con sconti, giuramenti e assalti alla madre, non lasciano spazio ad altri Freud. «Mi venisse uno sbocco di sangue, non potessi più trovare a casa mia figlia Anna, se non è vero che ci rimetto, siori». È così riuscita, la presa in giro, che non andrebbe insidiata. Per questo leggendo “L’interpretatore dei sogni” (Mondadori), di Stefano Massini, ci si annoia moltissimo. È il problema delle figure onnipresenti. Freud – mai morto – può essere parodiato, ma non ri-raccontato, perché continua a raccontarsi da solo. Continua a leggere

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Darwin for dummies ovvero dio è una idea come un’altra

Comincia con un incontro tra lo “stiloso” genio informatico e futurologo Edmond Kirsch – che ha resuscitato l’Europa da una crisi economica come Gesù con Lazzaro, quindi condannandola a morire due volte – e la santa trinità, tre grandi esponenti delle religioni del Mediterraneo: il rabbino Yehuda Köves, l’allamah Syed al-Fadl e il vescovo Antonio Valdespino titolare dell’abbazia di Montserrat che ospita l’incontro – al centro delle storie catalane di questi giorni come punto di equilibrio, qualcuno poi racconterà come fece Gene Gnocchi per Arrigo Sacchi, il fattore C di Dan Brown –. Kirsch ha una grande rivelazione per i padri delle religioni, li sta pensionando, e lo farà col segreto che custodisce nel suo smartphone – cover turchese a motivi esagonali ripetuti come il famoso decoro per piastrelle di Antoni Gaudí –: Continua a leggere

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