Archivi tag: Mondadori

Bob Noorda: l’uomo della chiarezza

Bob Noorda era l’uomo della chiarezza, il suo: un lavoro concreto, niente ornamenti, doveva andare dritto al cuore delle cose e fartele capire.  Essenziale fino all’osso, uno scultore della grafica, designer tra i più bravi del secolo, nato ad Amsterdam del 1927, aveva studiato all’Istituto Ivkno, educazione aria e professori figli della Bauhaus. Agli inizi degli anni 60 era venuto in Italia, cambiando a modo suo una parte del nostro immaginario. Continua a leggere

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Dumas napoletano

Filippo Bornardone, diciassettenne della provincia napoletana, arriva a Parigi in una lucente mattina d’autunno con una lettera di presentazione per il capitano dei moschettieri e una spada in puro acciaio di Pomigliano. Come il giovane d’Artagnan di Alexandre Dumas – nel primo romanzo della saga – squattrinato, intraprendente, guascone, è pronto a mettersi al servizio del re di Francia. Il dio che aveva ripreso le anime dei moschettieri ne “Il visconte di Bragelonne” non è lo stesso di Giuseppe Ferrandino che li ha riportati in vita con “Spada” (Mondadori, pag. 1118, euro 22)Quella che sembrava una storia chiusa, viene scompigliata e apparecchiata in un riuscito romanzo-calco, capace di far proseguire i tre feuilleton dumasiani: con d’Artagnan ancora vivo e a capo dei moschettieri e Aramis che trama contro Luigi XIV, Continua a leggere

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Piccolo drago: la vita di Bruce Lee

Si scrivono romanzi per produrre altri destini e per agire da demiurgo stilizzando la realtà, ci dice Francesco Palmieri. Lui annoda se stesso a Bruce Lee, e scrive la sua storia. Il progetto è rimettere insieme i pezzi del corpo iconico di Mouh Si Duhng (chi non si ferma mai) e, montandoli, farne tornare la vita, le gesta, mentre ne ripercorre la breve esistenza: triangolando tra Napoli, Roma e Hong Kong, e sovrascrivendola alla sua. È così che nasce “Piccolo Drago” (Mondadori), con Lee che parte dalla Cina per l’America con cento dollari e un sogno, e Palmieri che da Napoli va in Cina per inseguire quel sogno divenuto certezza, incrociando strade e gesti, acquisendone filosofia e lingua, fino a usare la finzione cinematografia – che fu la cifra espressiva di Bruce Lee, che mai combatté – per dirci la verità. Continua a leggere

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C’era una volta Scauri

Solido nel corpo, deciso nelle azioni, Antonio Franchini è un direttore d’orchestra – nel senso sveviano – che sa dirigere i tempi che evoca e quelli che inventa. Dopo 29 anni che lo hanno portato a capo della Mondadori, è passato a dirigere Giunti. È uno scrittore di movimenti, per ogni sua storia c’è uno spostamento con assunzione di responsabilità che ci viene raccontata su più piani. Scisso tra quello che produce come editor e quello che scrive, tra l’Italia del sud che l’ha generato e quella del nord che l’ha formato. Alla fine è diventato colto, razionale e distaccato, come auspicava in uno dei suoi primi libri. Un uomo in equilibrio, che, con tono orientale, apparecchia vicende e attori, in circolarità. Continua a leggere

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Allenare stanca

Cover-Calcio-Totale-250x374 (1)«Hai paura torero?» Chiede Arrigo Sacchi, in un ascensore a Barcellona, prima di un incontro con l’Espanyol, quando allenava l’Atletico Madrid. Tutto il suo calcio e la sua vita stanno in quella domanda, perché Sacchi ha sempre vissuto il campo come se fosse una arena, e le squadre avversarie come tori, fino a farsi logorare, consumare e vincere, arrivando a smettere, di troppa tensione. In “Calcio totale” (Mondadori) scritto con Guido Conti, racconta tutte quelle arene e quei tori senza mediazioni, incontri e campionati con retroscena, partendo proprio dalla sua paura, dall’estraneità al calcio, che, poi, ha cambiato, diventando uno degli allenatori e teorici più importanti nella storia. C’è tutta la sua vicenda umana dalle fabbriche di scarpe di cui era socio il papà –  al quale, in ospedale, confiderà il segreto che dalla stagione successiva avrebbe lasciato il Parma per  Milan di Berlusconi –, Continua a leggere

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