Archivi tag: Mondadori

Trellini: detective di rimandi e cuciture per Italia-Brasile ’82

Scelta da “Time” come la partita più bella della storia del calcio, Italia – Brasile del 1982 – come tutto quel mondiale, che gronda epica – continua a farsi raccontare, a richiedere piccoli Omero che ne fanno Iliade. Uno dei primi a capirlo fu – ovviamente – Pier Vittorio Tondelli con “Dinner party”, poi vennero i singoli racconti dei calciatori, poi i romanzetti italiani che ci mettevano l’urlo di Tardelli, dopo i monologhi come quelli di Davide Enia e ora arriva Piero Trellini con “La partita” (Mondadori) che prorompe, allarga, spiega, connette, andando a trovare l’inverosimile, cercando di farne una opera wallaciana, ma gli manca la scrittura non il coraggio, e proprio per il suo coraggio il libro merita di essere letto, perché c’è uno sforzo enorme e molta bellezza. Zeppo di parentesi come note al largo della partita, microstorie, flashback, rimandi e cuciture, ci sono biografie e salti temporali, spiegoni politici – sia per il Brasile della dittatura che per la Spagna franchista e post, e non manca la serie italianissima sulla P2 –; Continua a leggere

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Paolo Repetti: il vecchio problema dei Megadirettori

Cerca una follia pratica, quasi quotidiana, che possa divenire rapido scambio surreale, strappando risate, Paolo Repetti con “Esercizi di sepoltura di una madre” (Mondadori), confrontandosi tutti i giorni con i suoi tre nipoti: Isaac, Davide e Saretta, figli della cugina Ester, ingravidata (con triplete) e poi abbandonata; intorno ci sono il gatto Ettore (assistito come un piccolo imperatore) e la nonna dei tre e zia del Paolo narrante: l’ultranovantenne Sara, una sorta di Benjamin Netanyahu al femminile. Questo è il catalogo: ebraismo, cattolicesimo, Roma, sesso, educazione, scuola, metafisica, letture, pallone. Continua a leggere

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Molto rumore del mondo per nulla

Rendendo omaggio al suo cognome risorgimentale e a due città fondamentali in quell’epoca, Londra e Torino, Benedetta Cibrario, con “Il rumore del mondo” (Mondadori), scrive un romanzo ottocentesco nella struttura e nel contesto. Una lunga storia (settecentocinquanta pagine), per far vivere il suo progetto di recupero e ricomposizione del tempo perduto. Peccato che non ci sia tensione e le pagine scricchiolino nel revival ossessivo alla ricerca di una vertigine che non arriva, mentre si ricompone il passato attraverso l’erudizione e il ripasso storico. Continua a leggere

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Andrea G. Pinketts, l’importante è esagerare

Voleva essere il Grande Gatsby, ma lo fregavano le camicie. Aveva il fisico, lavorava sulla lingua e le facce, ma esagerava con i colori. Uno sciupone di vita e parole. Andrea G. Pinketts, in realtà Andrea Giovanni Pinchetti, «Pinketts, il vero cognome della mia famiglia, fu italianizzato sotto il fascismo. Io sono milanesissimo ma di padre irlandese. Mia mamma invece è trentina, di padre tedesco»; prima che scrittore era una creatura della notte, un animale da bar che viveva come antidoti alla paura: Continua a leggere

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La casalinga di Voghera va a vivere da sola

Al pari delle vecchie zie di Leo Longanesi, quelle che avrebbero dovuto salvarci, Luciana Littizzetto con “Ogni cosa è fulminata” (Mondadori) si propone di aiutare il prossimo convinta anche di farlo divertire. Ecco, non solo non lo aiuta, ma nemmeno lo diverte. Lo spasso è tutto nel vederla arrampicarsi, sudare, per portare a casa una mezza battuta che possa smuovere il povero lettore che si ritroverà questo libro tra i regali di Natale. A differenza delle zie longanesiane, «tutte maestre, o tutte col diploma magistrale», Continua a leggere

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