Archivi tag: Mondadori

Ma non vi siete stancati di essere giovani?

Bisogna avere una grande fiducia nella pazienza del lettore per scrivere oggi un romanzo di cinquecentoquarantatré pagine. È evidente Enrico Brizzi ce l’ha. Quello che gli manca però è l’allontanarsi da se stesso, perché a leggerle tutte le cinquecentoquarantatré pagine di “tu che sei di me la migliore parte” (Mondadori), si ha l’impressione di un déjà-vu: Bologna, calcio, musica, corse in motorino, epopea ultrà, sogni e joint, tanto che sembra di sentire Luca Carboni che dribbla Cesare Cremonini per ripescare Max Pezzali che somiglia al Virzì di “Ovosodo” Continua a leggere

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La banalità della rosa

Son tutte donne le rose del mondo, ci dice Serena Dandini compilando “Il catalogo delle Donne Valorose” (Mondadori). Una Serra di ritratti da Ilaria Alpi a Jeanne Moreau passando per Karen Blixen e Josephine Baker. Nell’ondata di riscrittura dell’esaltante banalizzazione femminile: la Dandini non poteva non partecipare, non poteva non appoggiare con protervia la sua faccia al poster collettivo e scattarsi un selfie. È la memoria individuale che diventa collegiale, viziata dalla tautologia. Continua a leggere

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Amelio non è Anna Frank

L’unico motivo valido che può aver spinto Gianni Amelio a scrivere “Padre quotidiano” (Mondadori), un libro disordinato, oltre la sua ricerca di paternità in ogni modo, è di voler confutare – dopo molti anni – le accuse che gli furono rivolte dallo scrittore peruviano, oggi Nobel, Mario Vargas Llosa e dal padre della patria albanese Ismail Kadare quando uscì il suo film “Lamerica”. Era il 1994 e Llosa pesò molto sulla mancata assegnazione del Leone d’oro al Festival di Venezia accusando il regista di avere trattato gli albanesi come se fossero degli insetti, Continua a leggere

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Un forte rumore di niente

Nell’istante doloroso, che prima o poi tocca a tutti, della scomparsa delle certezze: lo sbandamento è comprensibile. Come pure l’esplicitazione, il racconto, fino al superamento psicologico e alla possibilità di capire che cosa si è pensato nel buio della malattia. Hitchens si fece inviato nel proprio cancro, e fu spietato. Daria Bignardi lo rivive attraverso un romanzo: “Storia della mia ansia” (Mondadori) ricreando un mondo leggermente diverso dal suo, ma che comunque è il suo. Continua a leggere

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Se togli le piante, non rimane che gente assurda

Un incidente, una separazione e un aneurisma, ma il pensiero sono le piante. A leggere Ilaria Bernardini e il suo “Faremo foresta” (Mondadori) si rivaluta Paolo Cognetti che almeno sogna di essere Jon Krakauer e trovare eroi selvaggi come Christopher McCandless alias Alexander Supertramp. Cognetti di otto vette una è andata a cercarsela e non l’ha ricreata in terrazzo come surrogato di un mondo che si vorrebbe e non si ha. Continua a leggere

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