Archivi tag: Mondadori

Paolo Repetti: il vecchio problema dei Megadirettori

Cerca una follia pratica, quasi quotidiana, che possa divenire rapido scambio surreale, strappando risate, Paolo Repetti con “Esercizi di sepoltura di una madre” (Mondadori), confrontandosi tutti i giorni con i suoi tre nipoti: Isaac, Davide e Saretta, figli della cugina Ester, ingravidata (con triplete) e poi abbandonata; intorno ci sono il gatto Ettore (assistito come un piccolo imperatore) e la nonna dei tre e zia del Paolo narrante: l’ultranovantenne Sara, una sorta di Benjamin Netanyahu al femminile. Questo è il catalogo: ebraismo, cattolicesimo, Roma, sesso, educazione, scuola, metafisica, letture, pallone. Continua a leggere

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Molto rumore del mondo per nulla

Rendendo omaggio al suo cognome risorgimentale e a due città fondamentali in quell’epoca, Londra e Torino, Benedetta Cibrario, con “Il rumore del mondo” (Mondadori), scrive un romanzo ottocentesco nella struttura e nel contesto. Una lunga storia (settecentocinquanta pagine), per far vivere il suo progetto di recupero e ricomposizione del tempo perduto. Peccato che non ci sia tensione e le pagine scricchiolino nel revival ossessivo alla ricerca di una vertigine che non arriva, mentre si ricompone il passato attraverso l’erudizione e il ripasso storico. Continua a leggere

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Andrea G. Pinketts, l’importante è esagerare

Voleva essere il Grande Gatsby, ma lo fregavano le camicie. Aveva il fisico, lavorava sulla lingua e le facce, ma esagerava con i colori. Uno sciupone di vita e parole. Andrea G. Pinketts, in realtà Andrea Giovanni Pinchetti, «Pinketts, il vero cognome della mia famiglia, fu italianizzato sotto il fascismo. Io sono milanesissimo ma di padre irlandese. Mia mamma invece è trentina, di padre tedesco»; prima che scrittore era una creatura della notte, un animale da bar che viveva come antidoti alla paura: Continua a leggere

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La casalinga di Voghera va a vivere da sola

Al pari delle vecchie zie di Leo Longanesi, quelle che avrebbero dovuto salvarci, Luciana Littizzetto con “Ogni cosa è fulminata” (Mondadori) si propone di aiutare il prossimo convinta anche di farlo divertire. Ecco, non solo non lo aiuta, ma nemmeno lo diverte. Lo spasso è tutto nel vederla arrampicarsi, sudare, per portare a casa una mezza battuta che possa smuovere il povero lettore che si ritroverà questo libro tra i regali di Natale. A differenza delle zie longanesiane, «tutte maestre, o tutte col diploma magistrale», Continua a leggere

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Corona, un Ammaniti ubriaco

Con “la testa che bolle come una pentola di fagioli” sotto le “stelle che brillano come braci” e con le voglie sempre in groppa, Mauro Corona – “Nel muro” (Mondadori) –  con un linguaggio romantico completamente artefatto, cerca di scrivere una storia gotica, con una stirpe maledetta, ma ne viene fuori un Ammaniti ubriaco che dirige un documentario di National Geographic fatto in casa. Pieno di rappezzi e avvertenze – questo ve lo spiego dopo, quest’altro poi lo capite, devo andare per ordine – che invece della suspense genera risate, virando verso il grottesco. Continua a leggere

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