Archivi tag: Mosca

INTERVISTA IMPOSSIBILE A OSVALDO SORIANO, Mosca 2018

Osvaldo Soriano mi aspetta al ristorante “Strelka Bar”, sulla Moscova. Calciatore, giornalista, scrittore argentino. Esordì con “Triste, solitario y final”. Dopo il golpe militare scelse l’esilio in Europa. In gioventù era stato il centravanti mancino  del Confluencia che stese un cane poliziotto con un tiro. Ogni palla che aveva o era gol o stendeva un cane. Lo raggiungo in leggero ritardo. Continua a leggere

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Un giorno credi

È il primo degli Abbagnale a saltare dal campo al mare, Giuseppe; poi verrà Carmine e infine Agostino. Tre uomini che hanno fatto la storia del canottaggio italiano. Giuseppe è un uomo dalle spalle larghe, infatti ci stanno tre Don Chisciotte tra un braccio e l’altro, e un mucchio di battaglie, che misura il mondo, di continuo. Se fosse americano avrebbe una università e un mucchio d’epica da sperperare, invece è un italiano di sottrazione, di quelli che il passato è passato. Continua a leggere

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L’estate? E chi l’ha vista mai

Patrizio OlivaQuando gli chiedo dell’estate, Patrizio Oliva, fa un gesto eduardiano, prima mima il che vuoi – la mano chiusa a peperone e il braccio dondolato in modo interrogativo – e poi lo trasforma – in un attimo, portando la mano alla bocca – in quello della fame. Nell’unione dei due gesti ci sono la sua biografia e la sua Napoli. E con le mani – anzi con una mano – è diventato medaglia d’oro a Mosca nell’80 e poi campione del mondo dei superleggeri (1986) passando per il titolo italiano e quello europeo (welter e superleggeri). Quando la boxe aveva poche categorie e molti pugili; oggi ha molte, troppe, categorie e pochi pugili. Continua a leggere

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Oggetto postumo

È caduto l’Armando / non in battaglia, / lì si è distinto, / tanta vita per due patrie, / sparando e poi incassando / gli occhiali di Togliatti, / lo sguardo doppio: / vedere la provincia italiana / come se fosse il centro / di Mosca, / un mare muto / di operai e muratori / innamorati del Palazzo / che non presero mai, / gli toccò una questura / pensavano fosse l’inizio / della rivoluzione / ma l’Armando / con gli occhiali di Togliatti / gli spiegò ch’era un gioco, / si rimisero a cantare / il mondo mutilato / convinti che gli appartenesse / Continua a leggere

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La mosca di Zavattini

Che poi tutta la politica italiana è riassunta nel dilemma della mosca zavattiniana: salva l’insetto dalla ragnatela in cui si è impigliata e ne deduci che sia quello il suo destino; riponi la mosca nella ragnatela perché è forse quello il suo destino. L’operazione può durare all’infinito ed è così che si va avanti a Palazzo Chigi da dopo Ferruccio Parri ad oggi: oscillando tra fortunati e poveri.

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