Archivi tag: Muhammad Ali

Marvin Hagler: il guantone in testa

Nato dalla calce e dai mattoni, generato non creato dai cantieri, Marvin Hagler, divenne Marvelous, scavalcando le corde di un ring. Dall’edilizia si portò dietro i fratelli Pat e Goody Petronelli – che finirono nel suo angolo a fargli da manager e coach – e il gergo: quel buttare giù, che dalle pareti lui traslò ai pugili. E ne andarono giù in tanti, man mano che cambiava ring, combatteva e inseguiva il titolo di campione del mondo dei medi, Continua a leggere

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Maradona e Pelé: istantanee di rock e pop art

Si può ridurre tutto a due foto? Sì, giocando. In una: Pelé si sta facendo iconizzare da Andy Warhol; nell’altra: Maradona sembra uno dei Queen. La prima è una foto di una foto che si sta scattando: c’è uno dei maggiori artisti del Novecento che sta trasformando in arte (dibattito ancora aperto) quello che nel 1977 era considerato il più grande giocatore della storia del calcio: Pelé, che è in posa col pallone, e sfodera il suo sorriso mandrakesco, poi prestato anche a John Huston in Fuga per la vittoria. La polaroid che Warhol gli sta scattando faceva parte di un lavoro commissionatogli da Richard Weisman su dei campioni sportivi che includeva: Muhammad Ali, Kareem Abdul-Jabbar, O. J. Simpson, Jack Nicklaus, Chris Evert, Dorothy Hamill, Willie Shoemaker, Rod Gilbert e Tom Seaver. Continua a leggere

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Minà: vita, avventure, incontri e ricordi

Gianni Minà è la scatola nera di un mondo felice che non c’è più: tutto quello che abbiamo amato, che lui ha cercato, raccontato e connesso con l’Italia. Per questo ora soffre a ricordare, soffre a darci il backstage di quegli anni, e lo fa con delle cartoline da quel tempo, piccoli frammenti di una enorme grandezza. Dentro queste cartoline che sono i capitoli del suo nuovo libro, “Storia di un boxeur latino” (minimum fax), ci siamo noi, dispersi tra le righe, a ricordarci di quando Minà portava in tivù scrittori, attori, registi, musicisti, chiunque avesse qualcosa di davvero interessante da dire e lo dicesse bene; erano un altro mondo e un’altra Italia, quella di oggi soffre a connettersi, è pigra e poco interessata agli altri, e i Minà vengono stroncati sul nascere. Continua a leggere

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Andy Ruiz: il lato molle del pugilato

Una affettatrice sotto forma di budino, ecco Andy Ruiz (32 vittorie – 21 per ko – e una sconfitta in carriera), e con lui, con la sua goffaggine, la rivincita dei gordos. Il pugile ciccione, bianco, col collo di cemento e la pancia da Narcos messicano – tutto riconduce a quell’immaginario, dall’arzigogolato tatuaggio sulla schiena: ‘victorious’ ai calzoncini con la scritta ‘destroyer’ sotto la pancia, fino ai guantoni dorati e all’altare votivo che si porta disegnato sul petto –: un inno contro le palestre, uno che c’è entrato, a 10 anni, senza smettere di mangiare i dolci che amava ed ama, che si è allenato, ha acquisito la tecnica senza buttare giù i chili di grasso che si portava dietro, un salvagente che alla fine gli ha dato ragione. Continua a leggere

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Bolt lascia tutto a Gatlin e Coleman

Usain Bolt lascia abdicando a Justin Gatlin. Il brutto, sporco, cattivo e anche vecchio, che però l’ha usato come stimolo, dicendo «anche io sono per Usain», inchinandosi platealmente davanti all’avversario che ha inseguito per anni. Ma Londra ignora il fair play di Gatlin, il suo tempo (9″92) e le sue lacrime, e saluta e abbraccia il re, dimenticando il vincitore. Il giamaicano chiude al terzo posto, dietro gli statunitensi Gatlin e Christian Coleman (9″94). Continua a leggere

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