Archivi tag: musica

Manu Chao – Me llaman calle, 60

Senza nome1. Nome completo: José Manuel Arturo Tomás Chao Ortega. All’ufficio anagrafe di Parigi, i genitori quel giorno trovarono Anna Marchesini.
2. Figlio di esuli, scappati dalla Spagna per la dittatura di Franco, la sua fuga continua nella musica, cantando in tutte le lingue del mondo.
3. Il vero universalismo di Celentano, una sola esibizione con Prisencolinensinainciusol.
4. Manu Chao cantato da Sgalambro diventa uno dei segreti della vita come l’amaro benedettino.
5. L’ultimo concerto della gioventù prima dell’uccisione di Carlo Giuliani a Genova: ed era per i migranti.

Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , ,

Prova a prendermi. Ottant’anni di fuga di Bob Dylan

190250752_4640169349333557_1334313514548784850_n1. Enigmista, occultatore, costruttore della realtà a strati. Dylan ama disseminare se stesso nelle immagini e nelle canzoni per farsi scoprire e darsi nuovamente alla fuga.

Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , ,

Per gli amici, Domenico Sputo

1. Erede di Puccini, cultore di Totò, fischio e jazz, stornelli da osteria e stadi pieni. Ultima scheggia impazzita della musica italiana del novecento.
2. Insieme a Sandra Milo, unico anello di congiunzione tra il socialismo di Bettino Craxi e il cinema visionario di Federico Fellini.
3. Che dei cani senza padrone sono rimasti solo i suoi cantati in Piazza Grande e i randagi dell’Appia di Pier Paolo Pasolini.

Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , ,

Cerruti: surrealista della parolaccia

Il suo immaginario andava dal West ai porno tedeschi passando per le pubblicità. Univa la voce narrante da grande documentario – rubata al film “Bedazzled” (1967) di Stanley qualcosa, no, non Kubrick, un altro Stanley, Donen – che, però, raccontava l’indicibile. Era un surrealista della parolaccia – sua è l’invenzione del verbo traire che non c’è in italiano ma scritto così in francese è mungere – Alfredo Cerruti diceva quello che si poteva pensare a bassa voce, anzi, quasi lo cantava. Al centro delle canzoni del gruppo che aveva fondato – Gli Squallor: con Daniele Pace, Totò Savio, Giancarlo Bigazzi – c’era un mondo sotterraneo di ammicchi e rimandi, che, poi, divenivano esplicitazioni di desideri o racconti di delusioni, imprese mancate, riflessioni assurde che univano John Ford e la zia Woller. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , ,

Paolo Rumiz e una orchestra molto speciale

Chi ha letto “La cotogna di Istanbul” conosce il legame tra Paolo Rumiz – scrittore e giornalista – e la musica, il suo saper annodare la scrittura ai suoni, e non si sorprenderà di trovarlo sul palco con una grande orchestra. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , ,