Archivi tag: navi

Marinai perduti

mi arrivano barlumi d’innocenza, voce di bimbo commovente, inutile e marchiata ormai, pecora nera, di infanti e d’innocenza era pieno il ponte, hanno perduto respiri e padri, leggerezze d’un dio distratto. ci sono casi e casi di naufragi e supplizi ai quali hanno levato esistenza, ma il crimine per cui mi danno è altro, è dispari e solo, il mio essere stato risucchiato dal gorgo. ero al carbone, Continua a leggere

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Temptation (da Antwerpen a Rotterdam)

002L’acqua ha una natura teatrale con scene di vita prima di avere una natura commerciale, sulla Temptation – una chiatta portacontainer – le due nature si incontrano, diventando una sola, con l’aggiunta di un cane. In un andirivieni da trasporto metropolitano, la chiatta si muove tra Antwerpen e Rotterdam, Belgio e Olanda, con molte fermate nei terminal intermedi, nel labirinto di canali che collegano le due città e i due stati. Sulla nave sono in tre a gestire le operazioni, più due donne, due bimbi, e il cane Pucca che è un membro dell’equipaggio. Continua a leggere

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The Ulsan Show

Ulsan non è una città, è un mondo, quello della Hyundai. Dove il confine di appartenenza è talmente labile che provoca una situazione surreale. Qualcosa che sta dalle parti del Truman Show, ma al posto delle telecamere c’è la grande impresa coreana. Ogni strada o piazza nella città di Truman, Seahaven, aveva il nome di un attore; qui ogni cosa appartiene o viene fabbricata dalla Hyundai Heavy Industries (HHI). Nata come impresa di costruzione edili ha poi esteso il suo dominio come impresa navale, ferroviaria, automobilistica, elettronica, finanziaria. Continua a leggere

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scherzare col ghiaccio

Neanche il ghiaccio è tutto uguale, come la gente. A volte ci sono banchi levigati dal vento, pezzi inclinati, curve verticali da vertigine, forme che emergono, una panoramica di blocchi che la nave lesiona, che senti scrocchiare, prima che ti appaia un orizzonte sottile, con venature nere che lasciano intravedere il mar Baltico, scuro e nascosto. La realtà è bianco che sta intorno. Muto e immenso, che la nave e i suoi colori sembrano sporcare, come tu che guardi, testa in avanti occhi persi nel ghiaccio quasi che il destino arrivasse da lì. Non distingui più niente, ti sembra d’impazzire. Bianco, quello è facile, lo ricordi come se niente fosse. Bianco, dritto e fondo, solido bianco, come quello che capiscono tutti, bianco e basta. Poi ci sono i bianco grigi, anche se non sono trasparenti è come se qualcosa del come li guardi ti restasse appiccicato, uno specchio ma ostile, perché in quei grigi ti capita di rivederti con lo sporco della vita. Infine, c’è il bianco di notte, che è diverso, la terra vista dalla luna e ti aspetti che dalla radio di bordo si sentano Neil Armstrong e i suoi “nothing” a spasso per il Mare della Tranquillità, invece, è solo annaspare notturno, in un bianco scuro, senza appigli, il nero della notte che è quello del mar Baltico, illuminato da due enormi fari Independence Day, che non lo rendono meno scuro o forse buono, il bianco di notte è unico, e non l’avevo mai visto. Continua a leggere

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