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Lo sguardo di Friedrich

Il dottor Marcus crede fermamente sei sistemi matriarcali. I suoi studi sulla figura femminile all’interno della famiglia e nel governo degli stati, gli hanno portato diversi premi, il saggio “Lo sguardo di Friedrich” è considerato il punto più alto della ricerca, tanto che il New York Times non smette di citarlo ogni volta che Hillary Clinton mette a segno un buon punto per la politica del paese. Uno dei capitoli del libro è dedicato a lei. C’è anche una parte sulla costruzione errata del sistema patriarcale, ma è solo supporto al resto. Il saggio – trattandosi di Marcus – è un sistema complesso di parti che nell’introduzione viene chiamato: “progetto del movimento” (trattasi del movimento che va da Eva a Hillary, passando per Golda Meir e Aung San Suu Kyi). Ma il punto centrale del libro riguarda una sconosciuta (fino ad allora) donna di New Orleans (Louisiana): Rebecca Thompson, che tra il 28 e il 29 agosto (2005), i giorni dell’uragano Katrina, ha fatto a pezzi suo marito Charles per vendicarsi delle violenze che subiva da anni. un normale omicidio direte voi, purtroppo la donna ha eseguito tutta l’operazione sotto gli ordini di suo figlio Ben di 8 anni. La donna dice che con l’uragano in arrivo, Ben è andato da lei e le ha ordinato di eseguire l’azione, e lei: «ho sentito un forte calore invadermi e ho visto in mio figlio la forza del Bene». Continua a leggere

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Cheeser o sonno che cammina lentamente

L’esperimento del dottor Marcus denominato Cheeser o sonno che cammina lentamente è stato messo in atto. Dura poco, l’intervallo di una partita di calcio. L’uomo o la donna toccati dal trasferitore C, cadono in sonno. E i loro pensieri scivolano nel contenitore K. Il risultato è strabiliante: un mucchio di pensieri da controllare come un album di foto. Non riuscivo a capire quando Marcus l’ha spiegato, ma vedendolo è stato tutto semplicissimo. Abbiamo fatto l’esperimento nella metropolitana di Seoul e due settimane dopo in quella di Singapore. L’Asia è il posto migliore per qualunque tipo di esperimento, qui, come ripete Marcus, «c’è spazio per tutto». C’è una energia familiare che ormai riconosco a veder defluire – ma sarebbe meglio dire trasferire – dai dormienti al contenitore, i pensieri. La prima volta è stato come veder nascere un bimbo, una emozione fortissima, anche perché ti insegnano che non c’è una materialità del pensiero, ma con il dottor Marcus, so anche che niente è impossibile. Negli anni i suoi esperimenti, la sua cura dei supereroi, e le sue macchine, hanno fornito all’umanità strade diverse, e tutte al servizio del Bene. Anche questa volta accadrà. Siamo all’inizio, è ancora tutto da vedere, ma non si può non fidarsi di un uomo del genere. Su alcuni soggetti abbiamo temuto il non risveglio, ma poi è intervenuto prontamente Marcus con un concentrato di stimolanti. Continua a leggere

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