Archivi tag: Nino Benvenuti

L’estate? E chi l’ha vista mai

Patrizio OlivaQuando gli chiedo dell’estate, Patrizio Oliva, fa un gesto eduardiano, prima mima il che vuoi – la mano chiusa a peperone e il braccio dondolato in modo interrogativo – e poi lo trasforma – in un attimo, portando la mano alla bocca – in quello della fame. Nell’unione dei due gesti ci sono la sua biografia e la sua Napoli. E con le mani – anzi con una mano – è diventato medaglia d’oro a Mosca nell’80 e poi campione del mondo dei superleggeri (1986) passando per il titolo italiano e quello europeo (welter e superleggeri). Quando la boxe aveva poche categorie e molti pugili; oggi ha molte, troppe, categorie e pochi pugili. Continua a leggere

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Una centrifuga, qualcosa del genere

Carlos MonzónCarlos Monzón a terra ci andava di rado, ma quella volta il ring non c’entrava. Volò giù da una finestra con sua moglie Alicia Muniz, a Mar del Plata. Era il 14 febbraio del 1988 e la loro storia d’amore: finita. Lui si ruppe un braccio, lei morì. Lui disse che lei si voleva suicidare e si era gettato per salvarla. Ma lei era morta prima. Strangolata. Picchiata e spinta. Le provò tutte il pugile argentino per scamparla. Ma non aveva amici e ragioni forti come il professor Stephen Rojack di Norman Mailer, chiamato a rispondere dello stesso reato e a farla franca ne “Un sogno americano”. Continua a leggere

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Le ragazze del ring

C’è chi arriva per dimagrire, chi per trovare un lavoro, e chi, invece, perché la boxe è un vizio di famiglia. Palestra Excelsior di Marcianise, sul ring Viviana e Nunzia provano i loro pugni, sotto il maestro Brillantino – che sembra fatto di pietra – vigila, corregge, incita, più in là suo figlio Enzo, un maggiore gioco di sguardi, meno parole, stessa scuola del padre corretta a silenzi, come ogni giorno si occupa dei ragazzi, dall’altra parte MariaRosaria e Raffaella si allenano con i pesi, è un normale pomeriggio in una palestra che non è mai solo un luogo di sport, almeno non questa palestra. La boxe rende visibile quello che siamo, quello che vogliamo, e qui, oltre i ragazzi e i pugili famosi che son passati (da Angelo Musone a Clemente Russo), nelle ragazze si legge l’allegria per uno sport conquistato da poco, da prima volta, rinverdito, rispetto alla vecchia immagine di sporco e cattivo. La scommessa di Brillantino è questa. La boxe non ha colori tenui: o bianco o nero, ma qua si è scelto il rosa, si è spostato il ring da una parte diversa, e dopo aver tanto vinto con gli uomini (c’è una intera parete di stelle) ora si prova a farlo con le donne. In comune l’essenzialità di uno sport nudo, che per quanto si provi ad addolcire la primordialità dei gesti, rimane rozzamente affascinante. Continua a leggere

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