Archivi tag: Nino D’Angelo

Napolislam

Comincia da Maradona, Ernesto Pagano, regista prima del documentario “Napolislam” e ora scrittore del libro omonimo (edito da Centauria), per arrivare ad Allah, con la storia di Ciro Capone Muhammad che inseguiva un idolo, ed ha trovato Dio. Era entrato in libreria col carico comune alla sua generazione, documentarsi su El Diego e invece ha trovato il Corano, era entrato da peccatore ne è uscito da redento, fino, poi, a volare da Napoli alla Mecca, “tornando”   – come tanti altri – a una delle tre grandi fedi monoteiste del Mediterraneo. Ciro vuole andare in Siria per imparare l’arabo e per trovare moglie. “Perché la moglie, come si dice, è metà della religione. «Può essere araba, pakistana o indiana, non mi interessa, basta che sia musulmana»” e vorrebbe persino aprire una pizzeria a Damasco. Continua a leggere

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Parco giochi Scampia

Entrance to cabaret club in hotel ZhemchuzhinaAdesso che a Scampia c’è il museo della droga “Amy Winehouse” e a inaugurarlo è venuto Keith Richards, tutto è cambiato, ora anche Antonio Gnoli può frequentare il quartiere senza pericolo. Scampia è diventato un posto più visitato di Dubai. Un parco a tema, di un pericolo passato, grazie alla liberalizzazione delle droghe. Farne uso non è più una vergogna, e, anzi, chi spacciava deve obbligatoriamente raccontarlo in un libro con conseguente registrazione video, che poi confluirà nel grande film collettivo “Napoli trogata” curato da Gabriele Salvatores. Continua a leggere

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Carmela, la più grande balena di San Giovanni a Teduccio

Il sottomarino Nestor, progettato dal dottor Marcus, è una nuvola di ripensamenti e glorie, fatto di linee morbide e accelerazioni tecnologiche. È una macchina di precisione e forza, zoccoli, metallo e fantasia. L’oceanografa Zazie è quella che comanda, equipaggio e ricerca. Nestor non è un sottomarino come altri, non solo perché pensato da Marcus, ma perché nasce per una precisa missione: cercare il mostro Carmela, una balena cresciuta a San Giovanni a Teduccio, tra veleni, rifiuti e canzoni di Nino D’Angelo, che poi ha preso l’oceano Atlantico.  Dall’oblò, Zazie scruta i fondali, il suo è un mestiere strano, «evanescente» le dice il suo fidanzato, «una missione da Achab degli abissi, che non porta da nessuna parte». Carmela è più scaltra di Moby Dick, e «la sua immagine ovale di latte che bolle o sboffi di farina», come l’ha definita il dottor Marcus, è un ricordo passato a sentire gli esperti militari. Di sicuro la lontananza dal golfo ha portato delle influenze sul colore, l’ultimo bollettino la tinge di ocra, ma «è una bugia» ha detto Zazie, «Carmela non è una balena di facili colori, e il bianco è la sua natura». Continua a leggere

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