Archivi tag: Nino Manfredi

Nino Manfredi, lui ci conosceva bene

1. Saturnino, pianeta di mezzo tra Napoli e Roma, con baffi, cardigan e lenti fumé,
2. Il partito migliore che la sinistra abbia mai realizzato: eterno portantino, partigiano e laico, comunista disposto all’alleanza con i socialisti, purtroppo bono e generoso anche quando stufo, picchiato dalle suore, tradito dalla Sandrelli che poi torna come le maggioranze prodiane.
3. Da Vallo della Lucania a Napoli, il miglior caffè sugli espressi notturni, senza dimenticare aromi e correzioni. Perché il caffè è un piacere, se non se lo beve Manfredi, che piacere è?
4. La faccia triste dell’America, l’Argentina che gli emigrati italiani non avrebbero mai immaginato, tra sorci del porto e Società “Pezzentoni & Compagni”.
5. La voce di Roma per Magni, diversa dalla voce egotica di Sordi, una faccia di Roma che preferisce non mostrarsi.

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Spalletti: patriarca, illuminista, tenero barbaro

Partito allenatore, tornato patriarca. Luciano Spalletti quando lasciò la Roma, sette anni fa, era molto diverso da ora, e non per le idee di calcio che pure sono passate da esperimento a certezza, ma perché è tornato pacificato. Chiamato a rimettere in ordine urbanistica e calcio, disciplina e classifica al posto di Rudi Garcia annegato nella romanità. Certo, ha l’orgoglio troppo toscano di uno che nasce nello stesso posto di Boccaccio – Certaldo – e che la fa tutta la strada per arrivare in cima Continua a leggere

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Un Insigne a Verona

Insigne segna, il Napoli vince, e il Bentegodi si intristisce. Obbligato sempre a mostrare i suoi numeri, costretto ad allestire un varietà pallonaro, forzato ad apparecchiare tutto il repertorio che possiede, Lorenzo Insigne anche quando non ne ha, quando non gli riesce il tiro a giro o il passaggio illuminante e con uno stadio intero che lo insulta, alla fine esibisce se stesso, fa quello che deve fare e porta i tifosi del Verona al silenzio mentre abbraccia Sarri. Pochi minuti di grande calcio per inchiodare la squadra di Mandorlini alla mediocrità e riscattare il Napoli e l’enorme quantità di gioco prodotto che non trovava il gol. E, quando esce, si prende anche il lusso di applaudire gli ultrà che lo fischiano, con un sorriso leggermente sarcastico a un angolo della bocca, quello che dice il Vesuvio non lava Napoli ma toglie punti al Verona. Continua a leggere

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