Archivi tag: Novecento

Album Panini, splendido sessantenne

Nonostante l’inflazione del pallone, l’iperpresenza dei calciatori dai social alla vecchia tivù, l’album Panini – nato per supplire al sortilegio dell’astinenza che un tempo era il calcio – compie sessant’anni, e, claro, in copertina ha la rovesciata di Carlo Parola. Per quanti Ronaldo o Rooney e persino Zaccagni possano metterla in porta stando di spalle, è quella che vince, salvando dal gol e non segnandolo. È proprio l’emblema dell’immaginazione che richiedeva la fissità della figurina, oggi che i calciatori si lamentano per le loro caratteristiche nei videogiochi – l’ha fatto anche Lukaku con Fifa 21 – e che i ragazzi possono animarli e vederli muovere ovunque, si potrebbe far a meno delle figurine, ma non accade, perché l’album è uno splendido sessantenne, come direbbe Nanni Moretti, che si porta dietro tutto quello che siamo stati. Continua a leggere

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La morte del maiale

Dalla morte di Bernardo Bertolucci ripenso a quando diciassettenne con un altro amico avevamo letto del suo primo o secondo film, non ricordo, sull’uccisione di un maiale. Credo si chiamasse proprio “la morte del maiale”. Era d’autunno, e avevamo appena visto molti dei film di Bertolucci, capendo poco del suo cinema, ma subendone un fascino enorme, al punto di spingerci all’emulazione. Continua a leggere

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Canto della gente silenziosa

Ogni-altra-vita1Ogni altra vita fuori da quelle che conosciamo, ogni altra voce che non sia inclusa nei tiggì, ogni altra biografia nella quale possiam riconoscerci: Paolo Di Stefano scrive una possibile storia di italiani non illustri. È ricomposizione del perduto, recupero di piccole storie, restituzione del nascosto. Dai diari alle conversazioni apparecchia un’altra storia, dal Ventennio ai giorni nostri, dalla Sicilia a Milano, passando per la sua storia. Riannoda il suo rapporto col padre e col dolore di perdere un fratellino, la sua emigrazione dalla Sicilia alla Svizzera mettendola in mezzo ad altri. Un esperimento pontiggiano ma senza fiction, con una leggerezza e un acume che ricorda i reportage televisivi di Gregoretti e Loy, Continua a leggere

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Mort aux rat

8274774854_2196806dfb_zIl signor Novecento, bombetta e bastone, costruisce trappole per topi. Alto e dritto, è uno che non perde tempo. “Mort aux rat”, ha fatto scrivere sulla porta del suo ufficio. La sua storia comincia nelle fogne di Londra, New York e Napoli, ma le soddisfazioni maggiori le ha raggiunte a Città del Messico. «L’assuefazione sminuisce le atrocità», risponde ai pochi che lo criticano. Ora sta sperimentando un nuovo veleno che gli eviterà molto del lavoro fatto sino ad oggi. Accelerazione del progetto. Quello che non si vede dietro l’eleganza è l’odio per l’uomo. Abbiamo buona parte della mappa genetica in comune e l’eliminazione seriale di ratti non è punita. Rimane da capire se lui è l’evoluzione del serial killer o il punto di partenza.

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L’assuefazione sminuisce le atrocità

                                                                       

Il signor Novecento, bombetta e bastone, costruisce trappole per topi. Alto e dritto, è uno che non perde tempo. “Mort aux rat”, ha fatto scrivere sulla porta del suo ufficio. La sua storia comincia nelle fogne di Londra, poi New York, ma le soddisfazioni maggiori le ha raggiunte a Città del Messico. «L’assuefazione sminuisce le atrocità», risponde ai pochi che lo criticano. Ora sta sperimentando un nuovo veleno che gli eviterà molto del lavoro fatto sino ad oggi. Accelerazione del progetto. Quello che non si vede dietro l’eleganza è l’odio per l’uomo. Abbiamo buona parte della mappa genetica in comune e l’eliminazione seriale di ratti non è punita. Rimane da capire se lui è l’evoluzione del serial killer o il punto di partenza.

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