Archivi tag: olimpiadi

Alfredo Pigna: l’uomo della Domenica

Apparteneva agli Omero dello sport, Alfredo Pigna. Quando c’erano le voci e qualche volta anche le facce. Gli era toccato lo sci come specialità, ma poi, in realtà, aveva gli occhi e le parole per tutti gli altri. La sua faccia greca, appunto, nasone, zigomi sporgenti e sguardo da guerriero, divenne il volto della Domenica Sportiva, che era l’unico Angelus possibile dopo quello del Papa. Ma Pigna, che era un anglo-napoletano, un lord che sembrava sciare quando appariva in tivù evitando i paletti della sguaiataggine e dei giudizi affrettati, veniva dalla strada, quella vera. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Sofia Goggia: da valanga a proiettile

Da una vita esagerata a una generativa. Dalle uscite all’oro. Adesso non è più quella esaltante e stramba, la sciatrice dispari che scende scomposta: si lascia ammirare perché anomala, ma raccoglie meno di quello che potrebbe, no, ora Sofia Goggia è altro da sé, anche una cecchina e una samurai come si auspicava, è la prima donna a vincere un oro olimpico nella discesa libera. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , ,

Il filo d’oro di Arianna: da Torino a PyeongChang

Piange Arianna Fontana, piange e stringe la bandiera. Non lo sa, ma con un gesto concreto: quello di aggrapparsi al tricolore, ha strappato l’Italia dall’oscurità, e riportandola sul podio le ha ridato luce. «Più bello di come lo avevo immaginato». Arianna vince e si mette il tricolore sulle spalle. Quello che aveva portato all’inaugurazione come portabandiera. Togliendolo dalle mani insanguinate e razziste di Luca Traini. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , ,

Robson Conceição stanco di guerra

A Pechino e Londra era stato subito eliminato, e quella di Rio era l’occasione che stava aspettava fin da bambino. Robson Conceição avrebbe dovuto avere come esempi Ronaldo e Ronaldinho, correndo per le strade di Salvador de Bahia dietro un pallone. Invece, il suo esempio era lo zio Roberto – non proprio un santo – famoso per le risse di strada durante il Carnevale, anche prima e dopo. Affascinato dall’uomo, dai segni e dal sangue che si portava a casa, e poi dal racconto che alimentava quei segni e quel sangue, Robson si iscrisse a una palestra di boxe. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , ,

Prima di bruciare

– È vero quello che si dice?

– Dipende da quello che si dice.

– Che eri un pugile.

– Lo sono stato.

– E come sei finito qua nel cartello di Tijuana?

– Un’ingiustizia. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , ,