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Rimbaud a New York

BressonPoundSMAlla fine mi son fatto la mia tv: “Stanza Pound”, giro nudo per casa leggendo Pound (appunto) a qualche milione di utenti americani, a volte leggo cose mie e dico che sono di Ezra Pound, a volte leggo cose di altri e dico che sono mie, loro ascoltano, e commentano, io penso di aver creato il nuovo vero romanzo americano. In presa diretta. Dopo un anno di grandi numeri sul mio sito, sono arrivate le pubblicità, una nuova casa, e le richieste di postare le mie  videopagine sulla colonna destra dei loro web giornali. Tutto ha un prezzo, e loro sono disposti a pagare per quello che non hanno compreso. Eppure era facile bastava leggere Dickens, Carver o forse Richard Ford e capire che è “il quotidiano” quello che la gente vuole capire, “la normalità” il vero mistero, certo, servono: ironia, invenzioni e giusto montaggio, meglio se come base si usa l’insolito, senza mediazioni, da marine. Continua a leggere

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Trama celeste

In alcuni paesi l’intruso che sia umano o meno è visto come nemico, il resto dipende dalla modalità di arrivo e dalla velocità di uscita. Certo, anche la postura è importante, lo stile – dallo sport alle intrusioni – ha una sua valenza, e anche in questa storia ne terremo conto. La donna esce dal supermercato, ha comprato dei dolci, è un gran giorno. Ha fretta e in alcune versioni del suo racconto, dirà anche di avere dentro quello che tutti chiamiamo: strano presentimento. Vede poggiato al cofano della sua dodge, un marine, o almeno questo è il suo pensiero, vede la divisa, e scatta il pensiero: marine. Non conosce nessun militare. Non lo tradisce, non aspetta nessuno. Comincia a interrogarsi su una possibile colpa, non la trova. Il marine alza lo sguardo, la vede arrivare, ha una espressione di meraviglia sul viso, gira intorno all’auto e se ne va. La donna raggiunge l’auto, apre lo sportello con una certa fretta, posa i dolci, e nota che sui sedili posteriori c’è della polvere bianca. La cosa interessante, e ciò che accade dopo. La donna, che adesso chiameremo Monica, nonostante sia impaurita – sono passati degli anni dai giorni contrassegnati dalla tv come quelli dell’emergenza antrace, ma l’ossessione rimane, quasi un riflesso di timore – commette due errori: annusa i sedili, nonostante gli ammonimenti degli esperti, che ha sentito un mucchio di volte, e dopo, con una praticità che solo le donne sanno avere, visto che non accade nulla, si mette in auto e torna a casa.  E no, non racconta la storia a nessuno. Ha comprato l’auto da pochi giorni. La sua imprudenza, poi, verrà contrassegnata come “atto che si chiama Monica”. Il giorno dopo, porta la sua dodge all’autolavaggio cinese a tre isolati da casa, loro assorbono lo sporco, lei dimentica la storia. Continua a leggere

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