Archivi tag: Orson Welles

Il Presidente non pensa solo agli operai

Se Giancarlo De Cataldo non avesse interrogato i ragazzi che gli stavano intorno, se non ci fossero le scene disegnate di un fumetto che poi diventerà pure pubblicazione, se avesse contenuto l’ego di Eugenio Scalfari, se il montaggio non avesse tagliato la prima parte sul parlato, e se non ci fosse stata la lettera finale, “Pertini il combattente” poteva essere un piccolo gioiello, su un politico e una persona dispari: per storia, temperamento e vita. Invece, ne viene fuori un compitino a scopo didattico, Continua a leggere

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Federer-Nadal: tennis remake

Se è vero che il servizio è una finestra sull’ignoto, come diceva Lars Gustafsson, è anche vero che l’ignoto del tennis di oggi gioca con il suo passato. Ogni battuta, scambio,  degli Open d’Australia sembra un lob temporale che riavvolge il nastro di finali già viste. Tornano i grandi, in un presente che sembra un déjà-vu. Non ci sono novità, ma solo certezze, quelle che sembravano essere passate, affidate agli albi e ai ricordi, che erano pronte a salire in tribuna, e invece rieccole: Roger Federer che riaffronta Rafael Nadal, e le Williams – Serena e Venus – che si ritrovano allo specchio con una rete di mezzo. Continua a leggere

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È il nome che fa il gelato

Quando sto veramente male, esco a passeggiare di notte-giorno-pomeriggio, non importa, poi passo dal mio amico Frank che vende gelati di fronte al parco, lui chiude il suo frigocamion e insieme prendiamo la metropolitana. Le nostre discussioni vanno dall’obbligo della mancia in città all’aumento degli amplessi negli ascensori per arrivare alle storie più strane mai sentite (abbiamo persino una nostra privatissima classifica personale), tutto nasce per caso, poi a sistemare ci pensa la sua tassonomia. Io parlo, lui ordina. Continua a leggere

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I segreti dell’editoria

1014340_613987065300418_1743187953_nCome Massimo Troisi, per conoscere i segreti di Maradona e del Napoli che vinse lo scudetto, voleva essere la moglie di Renica anzi l’amante della moglie di Renica, io vorrei essere l’amante della moglie di Antonio Franchini per conoscere i segreti della Mondadori, per sapere che dicono dei romanzi scarsi di Andrea Camilleri che invece molla quelli buoni a Sellerio, e soprattutto se ci sono due sistematori diversi, uno per Mondadori che gli ricorda i canoni di Segrate e uno che gli ricorda i canoni di Palermo, anzi io vorrei essere l’amante delle mogli dei due sistematori, per sapere che strategia usano con Camilleri o se è lui che li ha tarati sulle due direzioni come un GPS letterario. Continua a leggere

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scherzare col ghiaccio

Neanche il ghiaccio è tutto uguale, come la gente. A volte ci sono banchi levigati dal vento, pezzi inclinati, curve verticali da vertigine, forme che emergono, una panoramica di blocchi che la nave lesiona, che senti scrocchiare, prima che ti appaia un orizzonte sottile, con venature nere che lasciano intravedere il mar Baltico, scuro e nascosto. La realtà è bianco che sta intorno. Muto e immenso, che la nave e i suoi colori sembrano sporcare, come tu che guardi, testa in avanti occhi persi nel ghiaccio quasi che il destino arrivasse da lì. Non distingui più niente, ti sembra d’impazzire. Bianco, quello è facile, lo ricordi come se niente fosse. Bianco, dritto e fondo, solido bianco, come quello che capiscono tutti, bianco e basta. Poi ci sono i bianco grigi, anche se non sono trasparenti è come se qualcosa del come li guardi ti restasse appiccicato, uno specchio ma ostile, perché in quei grigi ti capita di rivederti con lo sporco della vita. Infine, c’è il bianco di notte, che è diverso, la terra vista dalla luna e ti aspetti che dalla radio di bordo si sentano Neil Armstrong e i suoi “nothing” a spasso per il Mare della Tranquillità, invece, è solo annaspare notturno, in un bianco scuro, senza appigli, il nero della notte che è quello del mar Baltico, illuminato da due enormi fari Independence Day, che non lo rendono meno scuro o forse buono, il bianco di notte è unico, e non l’avevo mai visto. Continua a leggere

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