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Nori: dei fatti suoi, nostri e di Dostoevskij

s-l1600L’unico scrittore italiano che quando racconta i fatti suoi non mi annoia è Paolo Nori. Se poi oltre i fatti suoi mi racconta anche quelli di Fëdor Dostoevskij, allora sono ancora più contento. Credo che sia tutto merito del come scelga certi fatti suoi e come li usi per raccontare i fatti di Dostoevskij e viceversa, tanto che scrivendo una specie di romanzo che è anche una specie di biografia dello scrittore russo – sanguina ancora. l’incredibile vita di Fëdor M. Dostoevskij  (Mondadori) – sembra che tutto combaci, che Dostoevskij sia vissuto per farsi raccontare da Nori e dargli la possibilità di raccontarsi. Che poi la letteratura è questa cosa qua: gente che racconta i fatti suoi, inventati o meno, quelli che ha in testa e quelli che ha davanti o alle spalle, con un certo ritmo, meglio se incrociando più piani. Continua a leggere

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Mosca-Petuškì. Poema ferroviario

722586_468Nell’inverno del settanta, Venedikt Erofeev (1938-1990), il più dispari degli scrittori russi, prende il treno delle 8 e 16 da Mosca per Petuškì – proprio perché era proibito andarci – e ne viene fuori un libro: “Mosca-Petuškì. Poema ferroviario” (tradotto dallo scrittore Paolo Nori per Quodlibet, pp. 216, euro 15) che torna per la quarta volta in italiano. «Lo sa il diavolo, con che genere letterario arriverò a Petuškì». Continua a leggere

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