Archivi tag: Parma

FMR: immaginando un altro mo(n)do

Se Eugenio Castellotti non fosse morto nel marzo del 1957 all’aerautodromo di Modena è probabile che Franco Maria Ricci avrebbe esercitato la ricerca della bellezza su pista e non nei libri, perché se Castellotti fosse tornato dal suo turno di pista sarebbe salito sulla Ferrari per provare a togliere il record a Jean Marie Behra, ma Castellotti si perse in una curva e Ricci divenne altro.  È uno dei tanti possibili incroci del labirinto ricciano. Tutta la sua vita è un continuo svoltare per angoli retti. Continua a leggere

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La Dolce vita di Carlo Ancelotti

Ha scelto il più felliniano degli allenatori, Aurelio De Laurentiis, con un colpo alla Florentino Pérez. Passando dalla ruvidezza di Maurizio Sarri alla serenità di Carlo Ancelotti, dalla Toscana all’Emilia, dalla provincia italiana ai vertici dell’Europa, in un salto che prima di essere calcistico è culturale. Un colpo di scena cinematografico. Partito scalzo, con sua madre a corrergli dietro, che sembra davvero una scena di “Amarcord”, figlio di Nils Liedholm e Arrigo Sacchi, è finito con i piedi sul velluto: Carlo Ancelotti, un calciatore con un ciclista come idolo, Felice Gimondi, una delle tante coincidenze con il suo predecessore: Sarri. E così il Napoli diventa la tappa dove arrivare, in una scalata che vede Ancelotti passare da Juventus, Milan, Chelsea, Paris Saint-Germain, Real Madrid e Bayern Monaco, a leggerle di seguito non c’è bisogno di aggiungere altro, si ha subito la misura del personaggio. Continua a leggere

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Buffon40

Come in una mano di carte, chiede un’altra stagione, a quarant’anni, Gianluigi Buffon che tutti chiaman confidenzialmente Gigi, uguale al Renzo di Alessandro Manzoni, a testimonianza del suo essere romanzo popolare, prima ancora che portiere della Juventus e della Nazionale. Al momento non si sa che cosa gli verrà servito dalla società: se un altro anno o il pensionamento, per ora fioccano auguri per il compleanno, e per come ci arriva. Continua a leggere

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Una sostanza sottile

È l’allenatore di passaggio: se fa bene c’è sempre uno migliore che deve arrivare, se fa male non ha nemmeno il tempo di respirare. Roberto Donadoni difende come Capello, attacca come Sacchi ed ha la dignità di Zoff, dove sta il difetto? Forse nei toni, o nell’eccesso di silenzio, persino quando si incazza lo fa dentro di sé, bisogna guardargli le espressioni del viso e non aspettarsi un discorso da barricata. Continua a leggere

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Diehard

È un testardo Stefano Pioli. Ma non uno di quei feticisti ortodossi del pallone, no, è un uomo ostinato capace di elasticità enorme quando si tratta di moduli, non di idee o d’amore, in questi casi diventa inamovibile. «Un testone, uno che quando è convinto di una cosa non cambia idea» dice di sé. Tutta la sua vita è stata decisa dalla testardaggine, a cominciare dal suo matrimonio: «Ho insistito, perseverando. Quindi è merito mio se siamo qui», rivolgendosi a sua moglie Barbara, trenta e fischia anni di complicità; così è stato per la sua carriera di calciatore, avrebbe dovuto fare il postino come suo padre e suo fratello, invece anche lì «ha insistito» ed ha avuto ragione. Dopo aver portato in B il Parma (è la sua città e la sua squadra) con un fortunoso gol su un campo di fango, contro la Sanremese, arrivò alla Juventus: Continua a leggere

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