Archivi tag: Pelé

Poor Little Rich Boy

Il ragazzo prodigio, Wayne Rooney, il calciatore che più ha segnato con la nazionale inglese (53 gol), più di Bobby Charlton (fermo a 49) e Gary Lineker (48) gioca la sua ultima partita, con la maglia numero dieci e la fascia da capitano dell’Inghilterra. Dopo tre Mondiali (2006, 2010 e 2014) e tre Europei (2004, 2012 e 2016) Rooney lascia, giocandosela con la nuova generazione inglese. «Mi ha fatto piacere che Gareth Southgate –l’allenatore dell’Inghilterra – abbia voluto richiamarmi in Nazionale per le prossime due partite. L’ho apprezzato veramente. Tuttavia, dopo averci pensato a lungo, gli ho comunicato che ho deciso di ritirarmi dal calcio internazionale». Continua a leggere

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César Luis Menotti: oracolo, bandiera, idea

Metà stregone, metà aristocratico. Fisico da ballerino, capelli lunghi sulle spalle – anche ora che sono tutti bianchi –, faccia asciutta e naso da guerriero greco, César Luis Menotti, il Don Chisciotte pragmatico d’Argentina, compie ottant’anni. E sembra ancora un ragazzo, con le sue tante vite: calciatore, allenatore, chimico, filosofo, e imperatore per una notte, nel 1978, accendendo la luce nella tenebrosa dittatura di Jorge Videla, quando vinse il mondiale con la nazionale argentina. Continua a leggere

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Cristiano Ronaldo: achilleide da banca svizzera

Patteggia, gioca, segna e vince sempre, anche pareggiando. Due pareggi come vittorie, col fisco e con la nazionale spagnola. Uno stato, il suo status, che coincide col Portogallo e non ci pensa ad uscire dall’Europa, anzi la rende migliore, almeno calcisticamente, allacciando Lisbona, Madrid e Mosca. Dopo la partita con la Spagna, di fianco alla bandiera portoghese, su Twitter scrive: “Vamos família!”. Continua a leggere

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Ampi rovesci

Esce dai videogiochi, passa dal cinema, si annoda ai cartoni animati e arriva al campo: la rovesciata di Cristiano Ronaldo. Un gesto che sta a cavallo tra la finzione e la realtà, dove lo spettacolo prevale sul risultato e dove la virtualità si plasma in modo estemporaneo: basta guardare i difensori della Juventus o l’allenatore del Real Madrid: Zinedine Zidane – a sua volta autore di gol da far stropicciare gli occhi – che non esulta ma si stupisce, e con lui tutto lo Stadium, che si alza e applaude. Continua a leggere

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Cinque palloni d’oro e nessuna epicità

Bastano cinque palloni d’oro per essere il migliore? Maradona direbbe: «No», Pelé riderebbe prima di parlare di sé, l’unico ad annuire sarebbe Alfredo Di Stefano, la terza via – calcistica – tra i due. Ha importanza? Forse, per gli sponsor, per l’ego, per le squadre – sì in questo ordine –. Nella lotta tra Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, con l’assegnazione del titolo per il 2017 al portoghese, arriva una parità tra i trofei personali, quella tra club è una storia diversa, anche se per entrambi hanno contato molto. I precedenti e mai passati detentori della punta piramidale del calcio mondiale, i due che negherebbero l’importanza del Ballon d’Or, Maradona e Pelé, erano squadre a parte, ed è questo il punto. L’altro, che segna la distanza, è l’epica. Continua a leggere

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