Archivi tag: Pierpaolo Pasolini

Pelosi-Pasolini: due croci, una sola spina

Quella Pino Pelosi è una morte che ne cancella un’altra, come un’onda del mare si porta via anche la verità sul poeta Pierpaolo Pasolini che era scritta su una spiaggia di Ostia. Con “Pino la rana” – morto al Policlinico Gemelli a 59 anni a causa di un tumore – scompare l’istinto affannoso di una Roma lontanissima, quella delle borgate, proprio mentre arriva la sentenza di una Roma moderna – di Carminati, e Buzzi –, e col buio di un ragazzo di vita se ne va anche l’ultima possibilità di sapere veramente come è morto un pezzo della nostra storia. Continua a leggere

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Giordano: l’Indio di Trastevere

L’Indio di Trastevere – come lo chiama Fernando Acitelli in una poesia ritratto – aveva l’estro dei bassifondi, per questo si legò a Maradona senza bisogno di molte partite, era la puzza della strada che li annodava nelle aree di rigore. Dietro si portavano le risse e il sudore delle corse dietro a un pallone, le giornate a conquistare spazi minimi per un calcio prima sognato e poi giocato. Vedendo correre Bruno Giordano, che a parti invertite e con meno libri rappresentò l’altro eretico che da Roma scese a Napoli non per farsi processare ma per diventare viceré della città, si intuiva la sua carica testosteroidea e la sua voglia di salire in cima. Si portava dietro gli oratori e le vesti svolazzanti delle suore che gli urlavano alle spalle, le borgate passate di mano da Pierpaolo Pasolini a Claudio Caligari con l’eroina che marcava meglio dei difensori sui campi, Continua a leggere

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Siti e il paese al ribasso

Tutta la storia di Walter Siti e del suo libro, “Bruciare tutto”(Rizzoli), confermano che la cultura italiana è fatta di cloni, e tutti al ribasso. Finita l’epoca delle matrici, e dei giganti – pensate che solo trent’anni fa nel giro di quattro giorni si uccideva Primo Levi e scompariva Federico Caffè: abbiamo forse oggi pezzi del genere? – non ci restano che i replicanti. Succede così che Walter Siti, bravissimo curatore dell’opera di Pierpaolo Pasolini, provi a mangiare in salsa piccante il suo maestro, Continua a leggere

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L’estate? E chi l’ha vista mai

Patrizio OlivaQuando gli chiedo dell’estate, Patrizio Oliva, fa un gesto eduardiano, prima mima il che vuoi – la mano chiusa a peperone e il braccio dondolato in modo interrogativo – e poi lo trasforma – in un attimo, portando la mano alla bocca – in quello della fame. Nell’unione dei due gesti ci sono la sua biografia e la sua Napoli. E con le mani – anzi con una mano – è diventato medaglia d’oro a Mosca nell’80 e poi campione del mondo dei superleggeri (1986) passando per il titolo italiano e quello europeo (welter e superleggeri). Quando la boxe aveva poche categorie e molti pugili; oggi ha molte, troppe, categorie e pochi pugili. Continua a leggere

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Conto a estati, non a anni, il tempo

Nell’estate del 1959 Pierpaolo Pasolini percorse in auto le coste italiane da Ventimiglia a Trieste, per conto del settimanale Successo, “La lunga strada di sabbia” si chiamava il suo reportage che uscì in tre puntate. C’erano le spiagge, i nostri mari, la gente, i suoi amici e la spensieratezza di un poeta, leggero, quasi affrancato dalla sua tragicità, distante dal dolore che – doveva accompagnarlo in futuro –, scorrazzava per le strade italiane. Aveva già cominciato ad accusare e l’Italia a processarlo per le sue opere, ma non era ancora diventato un perenne imputato, come succederà in seguito. «Conto a estati, non a anni, il tempo», scrisse a Silvana Mauri, e quando si trattò di parlare di sé defunto in un Coccodrillo nel 1968: «quelle notti erano notti estive e il suo amore per l’estate / fu forse il sentimento più forte della sua vita». Continua a leggere

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