Archivi tag: Pif

Librerie nemiche del popolo

Dove un tempo c’erano gli scaffali di Adelphi ora c’è il castello di Hogwarts – nella riproduzione della Lego – con Harry Potter che si è sostituito a Bobi Bazlen. A forza di tirare dentro le librerie la riproduzione di quello che era uscito dalle pagine dei libri: le hanno trasformate nei posti meno frequentabili per chi le ama davvero. Con il mercato come unico parametro – stravolgendo gli scaffali e sovvertendo il tempo che i romanzi dilatano e i saggi provano a smontare – quello che rimane sono le classifiche, e i personaggi che le animano. Di scrittori nemmeno a parlarne. Si può riassumere lo stravolgimento in pochi passi: la faccia dell’autore passa dall’essere un mistero per chi legge fino all’apparire in quarta di copertina – una epifania, come raccontò Baricco che da giovane cercava il viso del musicologo Massimo Mila – e da lì, con carpiato di pixel, diventa immagine sulle pareti feltrinelliane, per poi arrivare a farsi murale nel contesto raccontato: Pasolini va in periferia, a Calvino spetta l’attico. Continua a leggere

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Pif e la leggenda del Santo cazzaro

Se è vero “…che Dio perdona a tutti”, è anche vero che per le ingenuità letterarie di Pif servirebbe un giubileo capace di comprendere anche la Feltrinelli che l’ha pregato per scrivere. Nel percorso di riconciliazione andrebbe spiegato a Pierfrancesco Diliberto che dopo gli Squallor: la ricotta – nonostante sia l’ingrediente principale della pasticceria siciliana – col verbo amare non fa più pensare ai dolci ma alla carne, ma si vede che lui è cresciuto con i tè di Franco Zeffirelli e anche alla Feltrinelli si son persi Alfredo Cerruti. Continua a leggere

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L’annacamento

10402637_10204267234256491_1393563045502376698_nDa amante ad accusatore, Pietrangelo Buttafuoco mette in pratica la lezione di Christopher Hitchens, scrivendo “Buttanissima Sicilia. Dall’autonomia a Crocetta, tutta una rovina” (Bompiani). Fa i conti con quello che più ama – la sua Sicilia – senza nessuna ipocrisia, con una lucidità sciasciana, che può piacere o meno, ma c’è – una stranizza d’amuri – che raccoglie il peggio e il meglio dell’isola, non risparmia nessuno con un linguaggio diretto mai mediato, mai ridondante, più che un libro è un una tempesta che attraversa città e vite dei protagonisti della storia politica siciliana degli ultimi anni. Continua a leggere

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