Archivi tag: Pioggia

George Best, temporale

VbA questo punto tutti sanno tutto di George Best, un temporale grandiosamente tropicale che è passato velocissimo sui campi inglesi. Un eroico furore che dal cielo è sceso sull’erba, con un itinerario labirintico, bizzoso, fatto di finte e diluvi, pioggerelle e poi morbidi improvvisi piovaschi. Mostrandosi in scrosci e rovesci, cadute e addensamenti, soprattutto nei pressi delle aree di rigore. Lasciando una vera grande memoria della pioggia che è stato. Continua a leggere

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Malacqua, il grande cerchio

mLa pioggia a Napoli da fatto collettivo diventa sempre constatazione di solitudine, quella massima: la morte. Quindi cronaca e poi romanzo. Così la pioggia e una strada, Via Aniello Falcone, creano un cortocircuito elettrico: cronaca-storia-letteratura-letteratura-storia-cronaca. Da una voragine del 1969 che costò la vita ad Alfredo Cerrato si può arrivare alla caduta di un albero nel 2013 che è costata la vita a Cristina Alongi, passando per un libro, “Malacqua”, Continua a leggere

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Rain thoughts

Adora la pioggia, il dottor Marcus. Gli piace uscire a passeggiare senza ombrello, e lasciarsi bagnare. Dice che la maggior parte delle sue intuizioni sono arrivate mentre camminava sotto un acquazzone. Il suo progetto più grande è la città d’acqua. E ride, quando la racconta, se è nel suo studio mostra anche i disegni di grattacieli che spuntano dall’acqua come piante. E dopo, chiede: «verrà mai un tempo per questo?»  poi a bassa voce ti dice: «cerca di dimenticare quello che ti sto mostrando. Non è ancora il momento di far venire fuori queste cose». Qui fa sempre una pausa, e non chiedetemi perché la ruga lungo il viso pare illuminarsi. «Posso inventare quello che penso ma se nessuno è pronto, aspetto». Il suo entusiasmo trascina, come i suoi progetti, provate a chiedere ai supereroi di cui si occupa. Che parli del costume di Batman, delle sue macchine o della pioggia non importa, lui riesce sempre a farti sentire quello che prova. Sulla pioggia ha teorie che possono inchiodarti per anni, ha racconti sul quelle che chiama esecuzioni d’onde, per le piogge ventose, ha anche delle storie sui portatori di pioggia, ed è capace di dimostrarti delle affinità tra un giorno una determinata azione e una pioggia improvvisa. «Sono un figlio dell’acqua».  Continua a leggere

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Piogge Orientali

Non c’era nessuno che facesse la guardia, ormai. Nella piazza ognuno poteva essere stritolato, dal vuoto. I discorsi venivano fatti al chiuso, in pochi erano disposti ad uscire di notte. Nemmeno a scrivere sui muri si pensava. Il dottor Marcus aveva annunciato di avere registrazioni video della volta celeste, e forse anche altro. Prove, che il vivere dia assuefazione, anche in condizioni di instabilità e con i tg che annunciano crisi economiche come uragani. I punti di valore si guadagnano non spaventandosi, ma provando a guardare fuori dalle finestre, ad uscire. Ovvio, è difficile. Vivere in modalità provvisoria, non è facile per nessuno, figuriamoci per un intero paese. Gli scenari cambiano alla velocità di un passaggio di nubi, e la distanza dai bisogni centrali rimane immutata. Ci vorrebbero scariche e scariche di vento come di speranza, ma l’Unità Centrale (monetaria) non ha nessuna intenzione di rassicurare la gente. Si muove in disaccordo rispetto al cuore della normalità, ha una evidente missione, quantità incontenibili di pioggia, fino ad allagare e trasformare il paesaggio, non importa chi rimane a galla, quello che conta è sommergere. Nessuna forma di aria legittima. Ed è per questo che si formano discorsi di clandestinità poetica sui tetti delle case, unico spazio non ancora sommerso. L’ambiguità del tempo atmosferico sembra riflettere l’andamento delle borse. C’è una forza caratterista che dal cielo contrasta chi prova a reagire, e stavolta nemmeno Marcus sa come rispondere. Continua a leggere

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Pugliese Nicola

unnamed-11È uno dei tanti mattini sonnolenti tirati fuori dal mazzo dei giorni. Il mare è lontano, non ci sono navi da aspettare, solo la vita all’osso. Il paese, Avella, è deserto, la piazza vuota. Qui vive Nicola Pugliese, scrittore di molti racconti (raccolti  a breve: “La nave nera”, dalla “Compagnia dei trovatori” di Nando Vitali), e di un solo grande libro: “Malacqua”, uscito nel 1977 per Einaudi. Quattro giorni di pioggia e una città immobile. Il romanzo è il verbale di un disastro – solo annunciato; cognomi e nomi, posti precisi e avvenimenti impalpabili. Pugliese ha lavorato come giornalista per “Abc”, al “Roma”, poi ha smesso. Baffi staliniani, doppie lenti, alto e spettinato, si presenta con un quadro in mano – visto d’ingresso della nuova vita. Dice che è figlio di Kafka, non di Magritte, gioca a scacchi con Antonio: eterno studente, fuma Pall Mall, saluta con: «w il re». È convinto che ad Avella tutto sia fermo al 1821, ma quando gli chiedo se sia monarchico come Alvaro Mutis, risponde di no, «anche se pensandoci bene sono tutti paesi avanzati quelli dove c’è ancora la monarchia». Si fosse occupato di sport, la storia sarebbe quella di Frank Bascombe, personaggio di Richard Ford raccontato in “Sportswriter”. La sua dote è la leggerezza. Continua a leggere

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