Archivi tag: pirati

Scrittore corsaro, editore pirata

«Napoleone è stato un grand’uomo soltanto per il fatto di aver ordinato di fucilare un editore». Mi è venuto in mente in un bar di Montevideo quando uno di loro mi confessò di aver fatto stampare diverse edizioni pirata del mio libro Mai più pene né oblio. Me lo disse sul far dell’alba, dopo che avevamo bevuto diversi bicchieri, di fronte a un vecchio libraio e a due scrittori amici. Gli unici sorpresi dalla sua audacia furono gli scrittori, che lo credevano una persona rispettabile. Continua a leggere

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I pirati di Sarawak

Sarawak, dal ponte, guardava il filo di terra che era la Somalia vista dall’oceano. Lui e i suoi uomini stavano per assaltare la “Marcos”, un nave cargo, che il radar dava in avvicinamento. Da mesi i giornali di mezzo mondo non parlavano che di loro, a terra, i suoi uomini gli dicevano che c’era un esercito di giornalisti pronti a pagare per dieci minuti di intervista e un altro esercito di uomini pronto ad unirsi alla sua flotta. Continua a leggere

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Marinai perduti

mi arrivano barlumi d’innocenza, voce di bimbo commovente, inutile e marchiata ormai, pecora nera, di infanti e d’innocenza era pieno il ponte, hanno perduto respiri e padri, leggerezze d’un dio distratto. ci sono casi e casi di naufragi e supplizi ai quali hanno levato esistenza, ma il crimine per cui mi danno è altro, è dispari e solo, il mio essere stato risucchiato dal gorgo. ero al carbone, Continua a leggere

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La strategia dell’albero

Il cortile era troppa luce, albero, solitudine, tre muri e io che scavavo in un triangolo di terra. Sì, sotto l’albero. No, non volevo abbatterlo. Mi interessava tirare fuori il tesoro, ovvio. Chi mi aveva detto del tesoro? Un libro. Chi mi diceva che il libro contenesse la verità? Il fiume, che potevo sentire scorrere alla fine del cortile. Avevo un pensiero in testa e lo stavo traducendo in una azione concreta: 12 anni e un tesoro da cercare. 12 anni e nessuna sensazione di ridicolo, come invece mi sarebbe successo per il resto delle imprese strambe nelle quali mi sarei lanciato. A guardarli da qui, i giorni di allora sembrano il trasporto verticale verso la curiosità, un ascensore che lento scende verso le radici dell’albero. Continua a leggere

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Pirati di libri

L’uomo ha un occhio di vetro, il cappello dei New York Yankees, la maglietta del Brasile e mi sta chiedendo se gli ho dato dei soldi falsi, io rido, perché lui è un pirata, uno della folta ciurma che falsifica tutto a Lima, soprattutto libri. Ho appena comprato “El sueño del Celta”, di Mario Vargas Llosa. Quando mezz’ora dopo in una libreria comprerò anche l’originale – sigillato come i nostri cd e col bollino di garanzia – scoprirò che la copia pirata ha una data di stampa precedente. E la storia sembra uscita dalle pagine di Paco Ignacio Taibo II. A Lima puoi anche laurearti con un titolo di Harvard. Basta andare ad Azángaro e chiedere alla persona giusta, e lì te lo dicono con tranquillità: «Tutto, proprio tutto, può essere falsificato». Il Perù è un paese pieno di difetti ma non si può rimproverargli la mancanza di schiettezza, dal razzismo ai falsi, si fa tutto alla luce del giorno, senza vergogna. Quando avevo letto ne “La canaglia sentimentale” di Jaime Bayly dei pirati di libri che gli vendevano i suoi romanzi falsi ai semafori delle strade principali, e lo incitavano a scriverne degli altri, avevo pensato a un’altra invenzione di questo scrittore che vive per raccontarlo, è una telenovela in carne e ossa dove la verità è un falso e i falsi sono la verità. Continua a leggere

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