Archivi tag: Predrag Matvejević

Uomini d’amore e uomini di merda

No, in questa Italia non era affatto naturale fare quello che hanno fatto i sindaci di Napoli, Palermo, Messina, Reggio Calabria e Taranto, dire no alla chiusura dei porti annunciata da Matteo Salvini, un illusionista che conosce il peggio dell’Italia e lo capitalizza, applicandolo sui corpi dei migranti. La sua idea di chiusura, è una idea bislacca, stupida, contronatura, assurda, che però trova nella maggioranza degli italiani, dalla Lega al Movimento Cinque Stelle (la decisione è condivisa dal ministro Toninelli), ampio riscontro. Continua a leggere

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , ,

Ama il forestiero e dagli pane

Uno straniero, talvolta, percepisce il significato di alcune parole nella lingua straniera meglio di chi le parla nella lingua madre. In questi ultimi tempi mi ha colpito, leggendo vari testi sui profughi in lingua italiana, il fatto di aver trovato una gran quantità di espressioni per definirli, quasi ci fosse l’impossibilità di esprimere ciò che realmente accade. Ho raccolto dieci parole che hanno significati vicini, talvolta sinonimi: profughi, rifugiati, fuggiaschi, sfollati, deportati, esiliati, emigrati, espulsi, respinti, espatriati. Continua a leggere

Contrassegnato da tag ,

Il sarto del Mediterraneo

Come le boe apparteneva sia ai porti che ai moli, questa doppia condizione gli aveva permesso di cucire un mare diviso in tre continenti, tre religioni, e troppe lingue: il Mediterraneo. Archivio e sepolcro, per ogni corrente un destino, per ogni onda una storia, e Predrag Matvejevic le aveva (rac)contate. Aveva cominciato con i fiumi, da ragazzo, per poi arrivare al grande mare. Nel breviario c’era la sua vita e le vite che aveva incrociato, Continua a leggere

Contrassegnato da tag , ,

Mediterraneo: mare della civiltà

Da un porto all’altro il mare rimane lo stesso, invece, noi, tendiamo a sentirci diversi, cancelliamo quello che l’acqua unisce, dimentichiamo quello che porta, e finiamo per perderlo senza neppure averlo visto. Quello che sappiamo oggi del Mediterraneo è che si tratta di un aggettivo, e non di un mare o di un destino: la politica lo vorrebbe certo ma più che porta siamo portaerei o tema da convegno, quando invece bisognerebbe ascoltarlo il Mediterraneo e non parlarci su, girarne le spiagge e i porti, o anche solo guardarlo da Algeri come faceva Albert Camus, per strutturarlo in una vita. E, se, come insegnavano i greci, arriva fin dove cresce l’ulivo, allora ecco la nostra mappa d’interesse: dal Marocco alla Palestina. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Annunci